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Il made in Italy su Google

Google ha lanciato, l'altro ieri, una piattaforma digitale per le bellezze, e ce ne sono tante, del "fatto in casa", dove la casa è la nostra Italia

Insieme al ministero delle politiche agricole, l'università Ca' Foscari, Unioncamere, fondazione Symbola e Repubblica, un portale firmato Google ci aiuta ad esplorare e conoscere le eccellenze del nostro territorio.

L'indirizzo per farci una capatina, e magari passare anche qualche minuto in più sognando di stare in quei luoghi è questo: www.google.com/culturalinstitute/project/made-in-italy?hl=it.

 

La presentazione delle nostre bellezze riprende la stessa organizzazione del Cultural Institute, la galleria online delle maggiori opere d'arte mondiale, mostrando un racconto al quale contribuiranno anche le testate del gruppo L'Espresso.

Possiamo allora scoprire l'esistenza del carciofo spinoso di Sardegna, gustare anche solo con gli occhi il Parmiggiano reggiano, conoscere la ceramica di Calvello e domandarsi cosa sia la Bella della Daunia.

 

Home page del portale google Made in Italy

 

Il progetto, oltre a far conoscere, si pone l'obiettivo di dare "un contributo per accompagnare l'economia italiana alla conquista del digitale", come ha detto Eric Schmidt lo scorso ottobre durante una visita a Roma.
Un contributo prezioso non solo perché in questa crisi la nostra economia non può che passare dalla nostra bellezza, ma perché anche in condizioni normali sarebbe anacronistico, e non solo, non considerare le possibilità del digitale.
Del resto i dati parlano chiaro: solo una piccola e media impresa su tre, rivela un report di Eurisko, ha un sito internet operativo. Solo il 13 per cento ha integrato un servizio di ecommerce.

 

Ora la sensazione è un po' quella che si prova quando un turista dimostra di conoscere meglio di te la tua città e forse il pensiero che debba essere Google (da Mountain View con amore) a mostrarti quanto sia ricco e bello il tuo Paese un po' da fastidio.

Ma per stavolta bando ai nazionalismi e ben venga Google e tutto il suo potere perché quello che conta è avercelo tutto questo ben di Dio e la rivincita è il pensiero di poterlo raggiungere con qualche ora di treno, proprio perché non residenti nella Sylicon Valley.

 

Fonti

Da Google una piattaforma digitale per i capolavori dell'industria italiana

Da Repubblica.it

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.