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Canonizzazioni in 3d

27 aprile 2014: trentaquattro telecamere puntate su piazza san Pietro e nove satelliti per una comunicazione globale.

A cosa si deve questo spiegarsi di potenza tecnologica? Alla prossima visita di Obama a Roma? All'ultimo film di Spielberg? Alla riunione dei potenti della Terra?

No, è per una doppia canonizzazione; quelle per Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Insomma, anche la tecnologia si dedica a una delle pratiche sacre più antiche della storia: il riconoscimento qua in Terra della santità di persone che sono, sicuramente, già là, in cielo.

 

Una partecipazione allargata

Per continuare con i numeri, sono cinque i milioni di pellegrini che si attendono per il 27 aprile nella piazza probabilmente più famosa al mondo. E per tutti quelli che non saranno abbracciati dal colonnato del Bernini ci pensa il cinema, la tv e, naturalmente, internet a rendere questo abbraccio globale, al di là dei confini fisici. 

 

Il colonnato del Bernini

 

Del resto il dispiegamento delle forze coinvolge non solo il Centro televisivo vaticano, ma anche il gruppo Sky, la Sony, DBW Communication, Eutelsat, Globecast, Nexo Digital. 

E non solo: sarà il primo evento mondiale  riprodotto con le tre tecnologie più avanzate: l'hd, il 3d e il 4k ultra hd.

 

Come è quella storia di modernizzazione della Chiesa? 

E di fronte a tanta innovazione, il pensiero torna alle accuse che spesso si fanno alla Chiesa cattolica di essere un'istituzione retrograda. Da quanto accadrà il 27 aprile non sembra proprio. Ma la spiegazione è molto semplice. Come spiegato da padre Lombardo:

«noi dobbiamo fare il lavoro di rendere il più possibile disponibili a tutti la parola della Chiesa e permettere ai più poveri di ricevere ed essere sulle frontiere dove si muove la comunicazione oggi. Dobbiamo servire tutti, è dovere di missione essere presenti anche dove si sviluppa la tecnologia».

 

Una posizione rimarcata dal monsignor Celli, presidente del Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali:

«la Santa Sede pone un’enfasi particolare nel fatto che le nuove tecnologie sono una nuova sfida ma anche una opportunità per fare la storia, capacità di tenere relazioni con tutto il mondo, superare muri e fossati e portare ovunque la luce del Vangelo. Vivremo un’esperienza di fede vissuta attraverso opportunità tecnologiche che supereranno limiti e sarà un momento di crescita spirituale per tutti».

 

Una presenza nella storia

telecamera su Piazza san Pietro

 

Se l'eccezionalità della pratica tecnologica è fuori discussione, la scelta di percorrerla non dovrebbe infatti sorprendere. Ricordate? "Tra le cose meravigliose", così il Concilio Vaticano II si espresse davanti alle innovazioni tecniche e tecnologiche nel 1963, così come ancora oggi Papa Francesco parla di "internet dono di Dio". 

E del resto non è un caso che tutto questo accadrà con due protagonisti che dell'innovazione e della modernità sono stati due interpreti d'eccezione. Giovanni XXIII, il papa che aprì, a sorpresa, il più grande evento di riforma della Chiesa cattolica nel secolo scorso, e Giovanni Paolo II, il primo papa mediatico, come spesso lo definiamo. 

Ma, soprattutto, sono due dei papi più amati e, a dire il vero, forse è proprio per questo che anche la tecnologia si piegherà per loro.

 

Fonti

Per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II il Vaticano punta sulla tecnologia

da www.lastampa.it

 

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Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.