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Clicchi pulito o sporco?

Dai social media alla musica, video in streaming, e-mail e commercio elettronico, stiamo sempre più spostando gran parte della nostra vita, online. Seduti comodi da casa o in ufficio con il computer o in piedi di corsa in qualsiasi momento della giornata con tablet e smartphone.

Per gestire tutto ciò, abbiamo archiviato una quantità mostruosa di dati nei datacenter sparsi nel mondo.
Quali aziende memorizzano tutti questi dati? Ed in particolare la domanda che dovremmo porci è: "da dove arriva l'energia che consumano?"

Greenpeace ha pubblicato un report con tanto di giudizi e voti, stilando così una classifica di alcuni dei siti più popolari e dei servizi che offrono.
Trasparenze e lati oscuri di quello che c'è dietro il www.


20140502 mappa green

L'immagine, appare come una infografica dove la lettura è immediata, in realtà è una mappa interattiva nel sito di Greenpeace, dove si svela tutto sulle aziende digitali.

 

Queste aziende utilizzano energia sporca o pulita?

BOCCIATI: Amazon, Digital Realty, Dupont Fabros e Twitter, bloccati nel passato dell'energia antica: solo efficienza, utilizzano energia sporca, hanno preso poche o nessuna procedura per passare alle energie rinnovabili.
SUFFICIENTI: Equinix, Ebay, Telecity, Ibm, ma anche Microsoft e Yahoo, si avviano verso un internet più verde, ma ancora non hanno trovato una strada.
PROMOSSI: Apple, Google e Facebook, veri innovatori per un internet verde, impegnati al 100% di energia rinnovabile. La loro leadership contribuisce a rendere la nostra vita, online e offline, più verde.

La valutazione è naturalmente legata all’uso delle energie rinnovabili: se Facebook alimenterà i suoi nuovi server con l’eolico, Twitter e i servizi web di Amazon dipendono ancora molto dalle fonti fossili e dal carbone.
Digital Realty è un'azienda che gestisce 131 data center con solo il 17% di energia rinnovabile, a fronte del 100% di Apple e del 48% di Google.

 

Internet deve usare energia rinnovabile

Dunque ci vuole più energia rinnovabile in Internet per rendere sostenibile la sua diffusione a miliardi di persone.
Per Internet è fondamentale essere green. Oggi accedono alla rete circa due miliardi e mezzo di persone e nei prossimi anni il numero crescerà in modo esponenziale.
Se l'alimentazione di tutti i data center avviene attraverso energie rinnovabili, il settore informatico sicuramente ridurrà i gas a effetto serra ed diventerà catalizzatore del modello sostenibile nell'intero globo terrestre.

 

Fonte

Greenpeace

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.