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Guide Dots, applicazione per non vedenti

Grazie a bastone e cane guida, nonostante il nostro impegno di rendergli le cose più complicate, o quantomeno di non semplificarle, i non vedenti riescono a destreggiarsi tra gli ostacoli e le insidie delle grandi città per raggiungere l'obiettivo dei loro spostamenti: il posto di lavoro, un centro commerciale, un appuntamento con gli amici. Muoversi da un punto A a un punto B è, quindi, grazie a un'adeguata preparazione, relativamente semplice.

Ma quante opportunità, culturali o commerciali, vengono perse durante il tragitto a causa del loro handicap? Quante sensazioni e informazioni perdono rispetto a un “normovedente”? Un centro commerciale che sta effettuando una vendita promozionale, l'inaugurazione di una mostra, o, semplicemente, la confusione di un locale pubblico nel quale si sono riuniti amici e conoscenti 

 

L'applicazione che racconta il mondo circostante

Guide dots, un'app per smartphone realizzata da Vml in collaborazione con Y&R Singapore e Udku Australia, permette ai non vedenti di ricevere informazioni sul mondo che li circonda.

 

Grazie all'interazione di Google maps, Facebook places e i suggerimenti degli utenti Guide Dots invierà suggerimenti commerciali e user generated ai fruitori: una vera e propria guida partecipativa. Qui potete vedere un video che mostra in dettaglio l'offerta di Guide Dots.

 

Un'immagina che racconta le peculiarità di Guide Dots

 

 La sfida più impegnativa che i programmatori di Vml hanno dovuto affrontare riguarda senza dubbio il design dell'interfaccia. Il direttore creativo David Altis:

«Come si fa a progettare un'app per un pubblico che vive con ipovisione o cecità completa? Abbiamo dovuto considerare scelte di colore a contrasto elevato per gli utenti con vista limitata e adottare i più sofisticati standard di accessibilità, come la navigazione touch, e l'indispensabile supporto audio. E' stato il progetto più laborioso che abbia mai affrontato».

 

La versione beta di Guida Dots lo scorso anno è stata finalista ai Lions per l'Innovazione al Festival Internazionale della Creatività di Cannes. Si calcola che circa 285 milioni di persone potrebbero essere interessate all'applicazione.

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.