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#calcioBarilla

Se gli azzurri escono mestamente al primo turno del mondiale in corso, Barilla, grazie alla consulenza preziosa di Ambito5, la prima social business agency d'Italia, trionfa sui social con la campagna #calcioBarilla.

Un'attività di real time marketing che ci ha raccontato, con efficacia e ironia (a nostro avviso), le vicende della spedizione azzurra attraverso l'uso del prodotto principe dell'azienda di Parma: la pasta, una delle grandi passioni degli italiani insieme al calcio.

Un racconto iniziato con la chiamata a raccolta per l'esordio di mezzanotte contro l'Inghilterra e chiuso con il malinconico e polemico ritorno in Italia.

 

L'avventura azzurra raccontata dalla pasta

Ed ecco alcuni dei tweet di #calcioBarilla che ci hanno accompagnati durante le sfide degli azzurri.

 

L'esordio contro l'Inghilterra; il fuso orario ci obbliga a restare incollati davanti ai teleschermi a mezzanotte. Il solenne momento dell'inno.

 

Undici maccheroni

 

 

Italia in vantaggio, gol di Marchisio.

 

Pallone s'infila in porta

 

 

Termina il primo tempo, risultato di parità e fame che sale.

 

Un piatto vuoto

 

 

Balotelli ci porta di nuovo in vantaggio. Gli inglesi amano la pasta.

 

Secondo pallone che s'infila in rete

 

 

Buona la prima.

 

Penne

 

 

Male nella successiva, sconfitta contro il Costarica.

 

Una sfoglia di pasta

 

 

Uruguay in vantaggio a pochi minuti dalla fine, serve carattere per recuperare.

 

Sugo all'arrabbiata

 

 

Gli azzurri come la pasta scotta. Siamo eliminati.

 

Pasta scolata

 

 

Il mesto ritorno a casa. Qualcuno si presenta con un gentile ricordino regalatogli da Suarez.

 

Undici maccheroni, uno addentato

 

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.