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Il famoso concorsone

Così si chiama, anche se "famoso" l'ho inserito io, e anche se non è finito, scopriamo quali sono stati i risultati delle prove selettive che sono state affrontate a metà del dicembre 2012. 

Come cita il comunicato stampa del Miur (il bold è nostro):

«Analizzando i dati delle classi di concorso, i risultati sono direttamente collegati al percorso di studi dei candidati. Infatti, la percentuale degli ammessi delle classi di concorso delle secondarie (I grado 48,5%; II grado 45,0%) sono più che doppie rispetto a quelle dell’infanzia (18,9%) e della scuola primaria (22,9%). I dati confermano dunque che i test hanno selezionato comunque delle competenze (vedi tabella 1) e non sono stati una semplice “lotteria”.

 

Regioni
Su base regionale, le percentuali di ammessi al concorso seguono curiosamente l’andamento dei risultati delle rilevazioni sugli apprendimenti degli studenti Ocse PISA 2009. Il tasso di ammissione dei candidati insegnanti aumenta nelle stesse zone d’Italia in cui sale la curva Ocse che indica una maggiore preparazione degli studenti. Emerge dunque una correlazione diretta tra la bravura degli studenti e la capacità dei candidati di superare i test, quindi tra studenti più preparati ed aspiranti docenti più preparati .

 

Età
Dal punto di vista anagrafico, il concorso ha innegabilmente premiato i più giovani. La percentuale più bassa di ammissione alle prove successive è infatti quella relativa ai candidati sopra i 40 anni di età. Al concorso hanno partecipato anche 155 candidati sopra i 61 anni.»

 

Al di là del curioso "curiosamente" del paragrafo "Regioni" (è curioso che un docente bravo prepari studenti bravi, e che studenti bravi richiedano docenti bravi?) il comunicato mette in evidenza quanto i risultati del concorso rispondano all'idea del bravo docente: quello con maggiore preparazione, che accompagna studenti bravi e giovane. 

A dimostrazione che il concorsone (e soprattutto questa prova iniziale molto temuta per la sua aleatorietà) non sia stata una "lotteria".

 

Ma per entrare nel merito, vediamo alcune (sono solo sei su migliaia) delle domande che sono state fatte al concorsone: 

 

20130130 aie test1 20130130 aie test2
20130130 aie test3 20130130 aie test4
20130130 aie test5 20130130 aie test6

 

Ma come abbiamo detto, la storia del concorso aspettato (o temuto) per 13 anni, non finisce qui e visto che parliamo di scuola (quella quotidiana, di tutti i giorni, dei ragazzi) rimarremo in contatto per i nuovi sviluppi.

 

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Apprendimento in evoluzione

Parliamo di formazione. Di formazione continua. La scienza detta i tempi. Nell'era digitale le competenze delle persone devono seguire l'evoluzione dei prolungamenti tecnologici del corpo umano.

Il passaggio

dalla piuma d'oca alla penna biro; dalla tastiera della "lettera22" a quella del personal computer; da quella del cellulare o a quella dello smart phone non comporta solo nuove abilità manuali e inesplorate connessioni sinapsiche con dita diverse, ma anche originali visioni del mondo, un metodo diverso di abitarlo, la nascita di nuove abilità, la capacità di creare differenti livelli di apprendimento.

L'apprendimento continuo.

Inizia nella culla e si conclude alla fine della propria vita. Evolvono anche le metodologie didattiche, le tecniche pedagogiche. Scopo di questa sezione del sito di OfficineEinstein è di seguire questa evoluzione, di cogliere i primi indizi di cambiamenti contingenti o epocali, di informare delle nuove tecnologie e metodologie utilizzabili nei processi didattici e di apprendimento.