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La scuola che vorrei

Spesso noi genitori commentiamo criticamente le occupazioni dei licei o le settimane autogestite dai nostri figli, studenti. Gira su you tube una videoclip realizzata, a Roma, dai liceali del Primo Levi al Laurentino, girata, impegnando diversi giorni, durante l'occupazione.

Spiega come dovrebbe essere la scuola che vorrebbero e vorremmo anche noi di OfficineEinstein. Il titolo è tutt'altro che metaforico e punta diritto all'obiettivo: la scuola che vorrei.

 

130201 LavagnaTrascriviamone il testo. 
Lo spot inizia con le parole dell’articolo 34 della Costituzione,

«La scuola è aperta a tutti. (...) I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. (...)» (Costituzione Italiana, art. 34)


 e prosegue

Questa è la scuola che vorrei 
un scuola che ci insegni a credere nei nostri sogni e consideri la giustizia come blocco di partenza;
• 
vorrei una scuola che non spenga la curiosità e la nostra sete di conoscenza, in cui la teoria si sposi con la conoscenza, perché la scuola che vorrei non è un'utopia;
• 
vorrei che la scuola in questo periodo di crisi ci aiutasse a voltare pagina: 
la valorizzazione dei talenti non deve essere un'eccezione, ma una regola;
• vorrei una scuola dignitosa che non caschi a pezzi perché proprio lei deve insegnarmi ad essere forte ed a rialzarmi dopo ogni errore, perché ogni fallimento può essere uno stimolo per fare meglio;

• vorrei una scuola che non finisse dopo il suono della campanella, dove studenti e professori si trattino con affetto, una scuola che i miei sogni li concretizzi e non li metta nel cassetto;
• vorrei una scuola nella quale non ci fosse bisogno di protestare perché ogni alunno ha il diritto di parlare;
• vorrei questa scuola, ma soprattutto
• vorrei UNA (marcato nella pronuncia a sottolineare l’unicità di essa) scuola, 
non dimenticatevi della parola data: la scuola è di tutti noi, non toglietecela mai!!!

 

 

Fonti

Liceali del Primo Levi di Roma (2012) , La scuola che vorrei, 27 novembre 2012.

 

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Apprendimento in evoluzione

Parliamo di formazione. Di formazione continua. La scienza detta i tempi. Nell'era digitale le competenze delle persone devono seguire l'evoluzione dei prolungamenti tecnologici del corpo umano.

Il passaggio

dalla piuma d'oca alla penna biro; dalla tastiera della "lettera22" a quella del personal computer; da quella del cellulare o a quella dello smart phone non comporta solo nuove abilità manuali e inesplorate connessioni sinapsiche con dita diverse, ma anche originali visioni del mondo, un metodo diverso di abitarlo, la nascita di nuove abilità, la capacità di creare differenti livelli di apprendimento.

L'apprendimento continuo.

Inizia nella culla e si conclude alla fine della propria vita. Evolvono anche le metodologie didattiche, le tecniche pedagogiche. Scopo di questa sezione del sito di OfficineEinstein è di seguire questa evoluzione, di cogliere i primi indizi di cambiamenti contingenti o epocali, di informare delle nuove tecnologie e metodologie utilizzabili nei processi didattici e di apprendimento.