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Superare la “cultura della decisione”

Come dice Michele Vietti

«…la giustizia comporta fatica. Fatica per chi la deve rispettare e fatica per chi la deve far rispettare…» (1),

in questa “fatica” inserisco lo sforzo di rivedere un paradigma formativo oramai obsoleto e anacronistico e di sostituirlo con un modello orientato a rafforzare la responsabilità dell’individuo, nel quale vengano esaltate quelle qualità umane, come l’ascolto empatico e la comunicazione efficace, proprie di una cultura “counseling oriented”.

 

Una cultura “counseling oriented”

In pratica un paradigma: 

  • che inserisca la materia del counseling come elemento propulsivo di quelle capacità che vanno oltre la preparazione giuridica, cioè caratteristiche non formali ma autentiche, interne alla persona;
  • che abbia lo scopo di formare professionisti consapevoli, riflessivi, attenti alla prevenzione e gestione dei conflitti, che hanno introdotto nel loro quotidiano quelle metodologie che possono migliorare la qualità del loro lavoro e accrescere la loro “abilità artistica” (2);
  • che alla base della valutazione della professionalità si riferisca, principalmente, a caratteristiche come l’indipendenza, l’imparzialità e l’equilibrio, che sono strettamente connessi all’individuo inteso come persona e non come professionista, che solo un lavoro di attenta autosservazione può assicurare;
  • che fornisca al professionista sia esso, giudice, avvocato o mediatore, quelle competenze che gli permettano di ridare slancio vitale ad una situazione di stallo nel quale sono impantanate delle persone con i loro bisogni, aspirazioni, desideri....che si sono rivolte a lui per uscire e sbloccare questa situazione...e riprendersi la loro vita;
  • che restituisca la responsabilità del conflitto ai suoi proprietari e cioè alla parti.

 

Quindi, facilitare una istanza autoreferente, che si assume la responsabilità dei propri conflitti, ne vede l’origine, capisce il perché, non colpevolizza ma agisce, che diventa parte attiva, non delega, ma acquisisce nuovi punti di vista e a volte riesce anche a scoprire delle potenzialità!

 

Un nuovo modo di essere, responsabile e proattivo, ed è in questo contesto che si inserisce il counseling come materia formativa, integrando il sapere professionale con competenze trasversali derivanti dalla psicologia, filosofia, sociologia, antropologia e letteratura, adatto quindi anche a fornire le competenze necessarie per affiancare le tecniche di negoziazione. E’ riferito alla persona e alla assunzione della responsabilità del proprio comportamento e di conseguenza della propria vita, non c’è delega!

 

Il counseling come aiuto formativo per una giustizia senza maiuscole, ma concretamente disponibile: un paradigma che presuppone un notevole grado di maturità civile e di coscienza civica….qualità che richiedono un ulteriore sforzo culturale e sociale.

 

Questo sforzo, però, trae energia da una esigenza, una richiesta, un imperativo che “nasce dal basso” e quindi carico di motivazione, entusiasmo e convinzione. E’ facile tra l’altro riscontrare tutto ciò nelle animate discussioni che popolano i social network!


Occorre sostituire la “cultura della decisione” con la “cultura del riconoscimento del bisogno della persona”…ed è questo bisogno che il sistema giustizia, a mio avviso, deve tutelare!

Patrizia Bonaca

 

 

Note

(1)

è faticoso anche amministrare la giustizia applicando la regola generale al caso concreto…ciò comporta uno sforzo di preparazione tecnica, di conoscenza aggiornata dell’ordinamento, di attenta ricostruzione del fatto, di equilibrata mediazione tra gli interessi delle parti. …

“La fatica dei giusti” di Michele Vietti.

 
(2)

…cioè quell’insieme di competenze che i professionisti talvolta mettono in evidenza in situazioni di pratica uniche, incerte e conflittuali e si esprime come un esercizio di intelligenza, una sorta di processo conoscitivo da cui scaturiscono nuove ipotesi interpretative delle situazioni di pratica…

Schon “Formare il professionista riflessivo”

 

L'autore

Patrizia Bonaca, presidente dell’associazione Industria dell’esperienza, si occupa di diffondere il counseling nei contesti professionali e aziendali nonchè metodi esperienziali di gestione dei conflitti e di allenamento alla creatività.

E’ formatore, mediatore e dottore commercialista. www.industriadellesperienza.it

 

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Apprendimento in evoluzione

Parliamo di formazione. Di formazione continua. La scienza detta i tempi. Nell'era digitale le competenze delle persone devono seguire l'evoluzione dei prolungamenti tecnologici del corpo umano.

Il passaggio

dalla piuma d'oca alla penna biro; dalla tastiera della "lettera22" a quella del personal computer; da quella del cellulare o a quella dello smart phone non comporta solo nuove abilità manuali e inesplorate connessioni sinapsiche con dita diverse, ma anche originali visioni del mondo, un metodo diverso di abitarlo, la nascita di nuove abilità, la capacità di creare differenti livelli di apprendimento.

L'apprendimento continuo.

Inizia nella culla e si conclude alla fine della propria vita. Evolvono anche le metodologie didattiche, le tecniche pedagogiche. Scopo di questa sezione del sito di OfficineEinstein è di seguire questa evoluzione, di cogliere i primi indizi di cambiamenti contingenti o epocali, di informare delle nuove tecnologie e metodologie utilizzabili nei processi didattici e di apprendimento.