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Tra fretta, velocità e frenesia

«[La fretta] per diverse persone non è più qualcosa di sporadico, che si attiva, come è naturale che sia, in situazioni specifiche di ritardo per poi disattivarsi una volta che l’appuntamento o l’evento sono stati superati; ma un atteggiamento di vita: la fretta è costante, presente per quasi tutto il tempo della giornata.


 

A volte si esprime come sensazione di essere in ritardo anche quando non ci sono orari particolari da rispettare; altre volte sembra di essere immersi in un vortice di iperattività senza sapere bene perché si va così veloci; e altre ancora con l’incapacità di prendersi pause o di rallentare perché ci si sente subito in colpa, anche se non c’è motivo.

 

La persona non vive il presente, ma un continuo “imminente”, in cui c’è la frustrazione per non riuscire ad afferrare il futuro ma neanche il tempo per elaborare il passato.

 

Le cause dell’instaurarsi di questa forma di stress sono molteplici e vanno da una marcata incapacità di organizzare il tempo a un disturbo d’ansia, dalla paura dei momenti ‘vuoti’ al timore del giudizio, all’insicurezza, al senso di inadeguatezza.

In tutti i casi essa va risolta perché se dura troppo a lungo il corpo farà sentire il suo disagio (...).

 


Chi da tempo è immerso nella fretta non se ne accorge quasi più. Capirlo però è semplice: prova a fermarti, in un momento qualsiasi della giornata lavorativa, per cinque minuti. Se provi un senso di disagio, di tensione o di colpa, sei ‘malato’ di fretta».

“La fretta, quando diventa una malattia”

di Pietro Fornari

 

«Vi è una grande differenza tra frenesia e velocità. La velocità è un modo di agire in stretta connessione con la possibilità di raggiungere un obiettivo. Senza velocità non vinco un gran premio di formula uno. Senza velocità non finisco in tempo un compito che mi è stato richiesto di consegnarlo entro questa sera. 
La frenesia è invece quel comportamento che utilizza la velocità sempre, indipendentemente dalla necessità imposta dall’obiettivo. Nella frenesia vi è una coazione a ripetere che applica la velocità come standard, come modello diventato automatico e meccanico di agire. La frenesia è la velocità che si è trasformata da mezzo a condizione, da funzione a modalità d’essere».

Vincere lo stress

di Gian Maria Zapelli

 

Fonte

Fornari P. 2007, psicoterapeuta, Una frenata scaccia le malattie, sezione “Il giornale della psiche”, in Riza psicosomatica’, giugno 2007 (da Massimo Ferrario, “Pensieri formativi”, 280, 1 maggio 2014, Linkedin gruppo Impresa diversa)

Zapelli G.M. 2005, consulente di direzione e formatore, 'Vincere lo stress', Il Sole 24 ore, Milano, 2005 (da Massimo Ferrario, “Pensieri formativi”, 328, 22giugno 2014, "FRENESIA, non c’entra con la velocità” Linkedin gruppo Impresa diversa)

 

 

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Apprendimento in evoluzione

Parliamo di formazione. Di formazione continua. La scienza detta i tempi. Nell'era digitale le competenze delle persone devono seguire l'evoluzione dei prolungamenti tecnologici del corpo umano.

Il passaggio

dalla piuma d'oca alla penna biro; dalla tastiera della "lettera22" a quella del personal computer; da quella del cellulare o a quella dello smart phone non comporta solo nuove abilità manuali e inesplorate connessioni sinapsiche con dita diverse, ma anche originali visioni del mondo, un metodo diverso di abitarlo, la nascita di nuove abilità, la capacità di creare differenti livelli di apprendimento.

L'apprendimento continuo.

Inizia nella culla e si conclude alla fine della propria vita. Evolvono anche le metodologie didattiche, le tecniche pedagogiche. Scopo di questa sezione del sito di OfficineEinstein è di seguire questa evoluzione, di cogliere i primi indizi di cambiamenti contingenti o epocali, di informare delle nuove tecnologie e metodologie utilizzabili nei processi didattici e di apprendimento.