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Il mediatore anche a scuola

Ad un certo punto della vita ci si trova a giocare due ruoli fondamentali contemporaneamente: il ruolo del genitore (con i propri figli) e il ruolo del figlio o della figlia che fa da genitore ai propri genitori.
I genitori, anziani, sono diventati molto anziani. Si aprono due opzioni: si affidano ad estranee badanti oppure i figli dal ruolo di figli si trovano a coprire quello dei genitori dei propri genitori.

 

Dal mio ruolo di mamma, ma anche di figlia, cerco sempre spunti, ascolto consigli e leggo per tutto quello che può essermi utile per educare i miei figli o per gestire la mia mamma.

Non è semplice non essere invadenti, non travalicare i giovani in crescita o gli anziani in declino, bisogna sempre prendere le cose un pò alla larga.
Quindi, leggendo di qua e di là, ho trovato interessante il profilo dello "studente mediatore"  studiato nell'ambito del progetto Comenius.
A seguito di osservazioni e interviste, si è capito che un gran numero di studenti pensa che fare da mediatore sia gratificante.

 

Interessante!

Magari può esserlo anche in famiglia invece che tra pari, tra dispari.

Prima di tutto hanno capito che il vantaggio maggiore nell’essere un mediatore consiste nella possibilità di aiutare gli altri e di capirli, nel non avere pregiudizi e nel fatto di aver imparato qualcosa utile anche per se stessi.

 


Le cinque chiavi della mediazione

E’ molto difficile, direi impossibile, aprire una porta chiusa a chiave senza la chiave. Certo, se hai la chiave, la metti nella serratura, la fai girare e la porta si apre. A volte quando gli amici litigano sono come le porte chiuse. Se si possiede la chiave ai loro pensieri, possono essere aiutati a risolvere i loro problemi. Queste chiavi sono molto importanti perché aiutano gli amici e i compagni di scuola a parlare dei loro conflitti apertamente.

Vediamo, allora, quali sono le cinque chiavi del mediatore:

  1. Non giudicare. I mediatori sono imparziali anche quando pensano che una delle parti abbia ragione e l’altra torto.
  2. Non dare consigli. A volte i mediatori possono avere delle idee per risolvere il conflitto ma non devono suggerirle alle due parti coinvolte; è il loro conflitto e devono risolverlo da soli a modo loro. Solo allora si sentiranno veramente responsabili.
  3. Dimostrarsi equamente empatico. Il mediatore empatico cerca di capire come si sentono entrambe le persone coinvolte. Cerca di mettersi nei loro panni e di capire la situazione da tutte e due le prospettive, evitando di favorire una parte.
  4. Mantenere la riservatezza. Le persone si sentono più a loro agio quando parlano dei loro sentimenti e problemi se sanno che i mediatori non ne parleranno con nessuno.
  5. Mostrare interesse. I mediatori devono considerare il processo di mediazione e le 
persone. Devono fare del loro meglio per mettere d’accordo le parti coinvolte e risolvere i loro conflitti. Se i mediatori rispettano il processo di mediazione, le parti confideranno nel fatto che questo li aiuterà a risolvere i loro conflitti.

 

Bene, cari genitori e figli, in sintesi il mediatore: rimane neutrale, non prende le parti di nessuno, tratta le persone con grande rispetto, tratta i problemi con rispetto, mantiene le questioni riservate e non da consigli diretti.

 

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Apprendimento in evoluzione

Parliamo di formazione. Di formazione continua. La scienza detta i tempi. Nell'era digitale le competenze delle persone devono seguire l'evoluzione dei prolungamenti tecnologici del corpo umano.

Il passaggio

dalla piuma d'oca alla penna biro; dalla tastiera della "lettera22" a quella del personal computer; da quella del cellulare o a quella dello smart phone non comporta solo nuove abilità manuali e inesplorate connessioni sinapsiche con dita diverse, ma anche originali visioni del mondo, un metodo diverso di abitarlo, la nascita di nuove abilità, la capacità di creare differenti livelli di apprendimento.

L'apprendimento continuo.

Inizia nella culla e si conclude alla fine della propria vita. Evolvono anche le metodologie didattiche, le tecniche pedagogiche. Scopo di questa sezione del sito di OfficineEinstein è di seguire questa evoluzione, di cogliere i primi indizi di cambiamenti contingenti o epocali, di informare delle nuove tecnologie e metodologie utilizzabili nei processi didattici e di apprendimento.