testata

Predicare bene e razzolare male

«Ci sono prediche che non si possono ascoltare senza piangere...

e leggere senza ridere».
Georg Lichtenberg

 

Recentemente ho avuto modo di verificare e avere conferma di quanto il detto che da il titolo a questo mio scritto sia ampiamente diffuso nella collettività di persone e non solo agli appartenenti alla categoria ecclesiastica.
Già diversi anni fa mi convinsi di tale asserto quando da brillante capitano mi ritrovai nel poligono di tiro come direttore di esercitazione per i tiri con le armi portatili.
Premetto che per l’uso delle armi, la disciplina è ben codificata e risponde ad evidenti primarie esigenze di garantire la sicurezza nel maneggio e l’incolumità delle persone coinvolte.
L’eccesso di confidenza o la superficialità è testimoniato quando leggiamo nelle cronache che qualcuno s’è fatto male a causa di “un colpo partito accidentalmente dall’arma mentre la si stava manutenzionando”.

 

Confidenza o superficialità?

Sulla linea di tiro, dove il personale in addestramento occupa la propria piazzola di tiro, le operazioni si svolgono a seguito di una cadenza codificata di ordini richiamati a voce o con il megafono dal direttore di esercitazione (Ripresa a posto…, A terra…, Caricate l’arma….(inserita la sicurezza), Contro il bersaglio di fronte a metri 100…Puntate…, Fuoco, dopo aver disinserito la sicurezza) e di automatismi che vengono richiamati prima della lezione di tiro. Se l’arma si dovesse inceppare, segnalare con l’alzata di braccio per richiamare l’intervento dell’assistente al tiro che eliminerà l’inconveniente. Se si sono esauriti i colpi da sparare, alzarsi in piedi mantenendo l’arma al proprio fianco con l’otturatore in posizione di apertura per la successiva ispezione.

 

Sequenze semplici, ordinate che conseguono l’obiettivo addestrativo del giorno e di rientrare a casa senza che nessuno si sia fatto del male. Questo però non succede con gli ufficiali e i sottufficiali (predicare bene) che ritenendosi “espertissimi” hanno la tendenza, per eccesso di confidenza, a “derogare” (razzolare male) dalla regola e ad essere indisciplinati sulla linea di tiro creando situazioni di potenziale pericolo per sé e per gli altri.

 

Un artificiere quantunque sia espertissimo nel maneggio degli esplosivi, non salterà mai una sequenza di sicurezza del proprio intervento per disinnescare un ordigno inesploso imparata nel corso di qualificazione. Così come chi ha fatto il paracadutista, ricorda perfettamente e applica per tutta la vita, la procedura e i controlli da fare prima, durante e dopo il lancio anche a distanza di decenni.

 

Formatori fuori dall'aula

140916 altan razzolareLa stessa cosa, il predicare bene e razzolare male, succede anche tra i formatori.

 

Tante allettanti proposte formative riguardano l’organizzazione e la gestione delle riunioni, il parlare in pubblico, l’ascolto attivo, la gestione del conflitto e via via discorrendo.
Se vi è capitato di partecipare ad una riunione tra formatori, a me è successo giustappunto ieri, tutti i sacrosanti principi teorici delle riunioni sono puntualmente e rigorosamente stravolti dalla pratica.

 

Il giro di tavolo per gli interventi che evoca la forma geometrica del cerchio e che ha, o dovrebbe avere, tra le sue variabili il punto di inizio e il senso di rotazione orario o antiorario assume ben presto un andamento di una spezzata ciò a causa dell’indisciplina dei singoli e, o, dal mancato riconoscimento o esercizio delle funzioni di chi è chiamato a presiedere la riunione.
Spesso il brainstorming si riduce a solo storming senza che il brain sia stato chiamato in causa.

 

Vedo la soluzione in un bagno di umiltà ripassando i fondamentali.

 

Share

Apprendimento in evoluzione

Parliamo di formazione. Di formazione continua. La scienza detta i tempi. Nell'era digitale le competenze delle persone devono seguire l'evoluzione dei prolungamenti tecnologici del corpo umano.

Il passaggio

dalla piuma d'oca alla penna biro; dalla tastiera della "lettera22" a quella del personal computer; da quella del cellulare o a quella dello smart phone non comporta solo nuove abilità manuali e inesplorate connessioni sinapsiche con dita diverse, ma anche originali visioni del mondo, un metodo diverso di abitarlo, la nascita di nuove abilità, la capacità di creare differenti livelli di apprendimento.

L'apprendimento continuo.

Inizia nella culla e si conclude alla fine della propria vita. Evolvono anche le metodologie didattiche, le tecniche pedagogiche. Scopo di questa sezione del sito di OfficineEinstein è di seguire questa evoluzione, di cogliere i primi indizi di cambiamenti contingenti o epocali, di informare delle nuove tecnologie e metodologie utilizzabili nei processi didattici e di apprendimento.