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Quando il mercato tradisce il design

Nel settore dell’arredamento di design la produzione in serie è centrale e fondamentale poiché accresce il numero di pezzi prodotti, diminuendo i costi di produzione dell’oggetto e aumentando enormemente il numero di persone che possono averlo.

 

Quando oggi vengono riproposti sul mercato pezzi di design, soprattutto riedizioni degli anni sessanta e settanta del novecento, a prezzi proibitivi si tradisce il principio stesso del design. E, soprattutto, del designer stesso, poiché quei manufatti furono pensati e realizzati nell’ottica dell’industrializzazione, della commercializzazione di massa della possibilità che il maggior numero di persone potesse possedere l’oggetto creato e non perché il pezzo di design fosse riservato alle élite.

 

Perciò, quando un settimino di alluminio uso ufficio, ideato e realizzato negli anni settanta, viene oggi riedito (da una famosa casa che produce arredi e che dell’esaltazione dell’eccesso ne ha fatto un vero modus operandi) e venduto a ottomila euro non fatevi ingannare!

 

Varrebbe quella cifra se fosse un originale in ottime condizioni, quale valore aggiunto il tempo, forse perché pezzo unico a testimonianza dell’ingegno del suo designer e dell’epoca in cui fu concepito e realizzato, ma non li vale se nuovo appena realizzato insieme ad altre decine o centinaia

 

Proprio per questo non è, e non sarà, un pezzo unico, i costi del materiale ed del processo produttivo non sono che un ventesimo (forse anche meno) del prezzo finale e non lo giustificano in nulla.

 

20130624 euro bruciati

Perché pagarlo così tanto?

Forse non tutti ricordano che anche un artista che fu il maggiore artefice e accompagnatore del boom economico dello scorcio di secolo compreso tra la fine degli anni settanta e tutti gli anni ottanta del Novecento, il molto discusso e indiscusso Andy Warhol, affermava l’idea per cui i prodotti di massa rappresentano la democrazia sociale e come tali devono essere riconosciuti.

 

Per fortuna più numerose sono le aziende del settore che trattano e producono design d’autore, commercializzando i prodotti al giusto prezzo, come i molti esempi che potete trovare nella rubrica "Design non amour" che propone il sito L’Architetto Contemporaneo.

 

Quando si pronuncia la parola design si fa riferimento a quel background storico e non si può prescindere dal principio per cui il design nasce come risposta alla necessità di ridurre i costi di realizzazione per accrescere il numero di persone che possono accedervi.

Tiziana Fabbiano, architetto

 

Fonti

L’Architetto Contemporaneo.

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Grafica e design

Nel nuovo modello di sviluppo, nella nuova società che vorremmo abitare, non deve esserci solo amore per il bello, ma, almeno,

il culto della bellezza.

Design e grafica sono due forme di arte "minore", ma che hanno un grande pregio, vivono affianco a noi.

 

Quello che caratterizza

il design e la grafica sono la ricerca dell'armonia, degli equilibri, dei giusti rapporti, del corretto accostamento cromatico, da abbinare alla praticità dell'uso, alla chiarezza della lettura, al riconoscimento dell'identità. Una ricerca nella quale OfficineEinstein si impegna per i propri clienti.