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L'identità del progetto Trevize

La comunità di pratica promossa dall'Aif (associazione dei formatori italiani) per studiare e proporre al Ministero dell'Istruzione e dell'università un “Nuovo modello educativo per le competenze del terzo millennio”, rapidamente trasformatasi in comunità di ricerca, aveva un obiettivo ben chiaro: proporre una nuova didattica per una scuola che doveva formare le competenze umane, sociali e, infine, tecniche, che ispirate dai principi della sostenibilità, della cooperazione e della solidarietà sarebbero state il motore del terzo millennio.

 

Sin dalle prime battute si intuì che che il progetto che prendeva corpo per proporre una scuola nuova, diversa. in grado di recepire le istanze conoscitive che il terzo millennio esigeva doveva trovare una propria definizione sintetica.

Sin dalla prima riunione venne proposto il tema dell'individuazione di un'identità univoca e riconoscibile che, nel giro di un paio di riunioni si concretizzò nella scelta del nome “Trevize".

 

L'origine del nome

Il progetto di rifondazione del sistema di apprendimento per e del futuro era stato battezzato come “Progetto Trevize”, dal nome di Golan Trevize, un personaggio nato dalla fantasia di Isaac Asimov, protagonista di due (“L'orlo della Fondazione” e “Fondazione e Terra”), dei sette romanzi fantascientifici del ciclo della Fondazione che vennero scritti tra il 1951 e il 1992.


Golan Trevize è un personaggio cardine dei due prequel del 1988 e del 1992, che concludono Il ciclo delle Fondazioni, per aver la capacità di saper riconoscere la decisione giusta da prendere, pur mancando dei dati necessari a tale decisione. Sarà infatti lui a scegliere Galaxia come futuro dell'umanità e ad accantonare il piano Seldon.
Galaxia, è una estensione del pianeta Gaia che si propone di trasformare l'intera Galassia in un unico organismo vivente, capace di immagazzinare esperienze e conoscenze e in grado di tramandarle a tutte le menti umane Così come la scuola del futuro dovrà essere un unico organismo coincidrente con la società civile in grado di immagazzinare esperienze e conoscenze e per tramandarle a tutte le menti dell'umanità.

 

Il “progetto Trevize”, nasce come primo, immaturo, frutto della comunità di pratica promossa dall'Aif Lazio ed alla quale l'associazione di idee OfficineEinstein ha partecipato con due ricercatori: uno iscritto all'associazione dei formatori italiani, l'altro no, ma presidente del Consiglio d'istituto di un importante liceo scientifico romano.

 

Sempre dal seno dell'associazione OfficineEinstein proviene l'idea creativa che ha disegnato il logo marchio del progetto e che si basava sul creare un'atmosfera rivolta al futuro, con ironia, collegandola al principio dell'evoluzione della conoscenza.

I colori sono volutamente acidi e contrastanti per dare vigore ed originalità alla bandiera cromatica che avrebbe accompagnato il progetto.

 

Ed ecco il risultato finale

140414 logoTrevizeViola

 

in due gamme cromatiche diverse

 

140414 logoTrevizeTurchese

 

Un risultato raggiunto abbastanza velocemente ma che era partito da ben altre ipotesi molto più grafiche, basate sulla freschezza del segno come citazione del processo creativo della comunità di ricerca

140414 logoTrevize1

 

140414 logoTrevize2

 

o alla ricerca di una forma semplice, fondamentale, minimamente rielaborata per renderla riconoscibile

 

140414 logoTrevize3

 

 

 Su quest'ultima ipotesi, che meglio delle altre si prestava ad una bandiera cromatica esuberante, come era opportuno per un progetto innovativo intergenerazionale e, che, quindi, che si doveva rivolgere anche ai giovani,sono iniziati gli studi sugli accostamentio cromatici

 

140414 logoTrevize3 cmky

La scelta di una gamma acida e brillante ha ispirato il terzo passaggio concettuale del percorso che ha portato alla progettazione dell'identità della comunità di ricerca, associare i temi iconografici della cultura (libro) con quelli del futuro (mani del bambino)

 

140414 logoTrevize4 libro cmky

Ecco eravamo pronti all'ultimo passaggio concettuale che ci avrebbe portati verso la soluzione che poi sarebbe stata scelta dai due "committenti": esaltare il tema del futuro così presente nella scelta del nome, introducendo un abitante del futuro planetario

 

140414 logoTrevize5 marziano cmky

Il gioco era fatto!

 

140414 logoTrevize5 marziano mag

 

Ora bisognava renderlo meno didascalico, meno illustrato, meno infantile, ricordandosi che le applicazioni si sarebbe rivolte ad un pubblico intergenerazionale.

Si trattava di operare, graficamente, in riduzione e sintesi, integrando i vari elementi; citandoli più che che esponendoli.

L'identità coordinata di un progetto o di un organizzazione deve cercare di esprimersi attraverso un segno di sintesi.

 

Valeva, inoltre, la pena fare un ulteriore passo concettuale in avanti passando dal logo di una comunità di ricerca a quello di un progetto che una comunità di ricerca avrebbe presentato all'opinione pubblica e alle istituzioni.

Ed eccoci qua! al logo marchio scelto, che regge bene anche alla prova delle riduzioni di scala

140414 logoTrevize6 ok antennine riduz

 

 

La squadra

per il Progetto Trevize

Paolo Vittozzi e Luca Massacesi

concept

Luca Munari (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

concept grafico

Audiovisualgraphik

graphic design

Veronica De Santis

anno

2013

sigla archivio AudiovisualGraphik

ofe38.7 (marchio logo)

 

A proposito del progetto Trevize

Cristiana Rinaldi e Luca Massacesi (2014), E, se capovolgessimo la scuola?OfficineEinstein, 13 gennaio 2014.

Luca Massacesi (2013)Una nuova scuola per il terzo millennio, OfficineEinstein, 30 gennaio 2013.

Luca Massacesi (2013), Scuola e pensiero lineareOfficineEinstein, 4 febbraio 2013.

Claudio Testa (2013), La scuola “bella” di Trevize, OfficineEinstein, 24 ottobre 2013.

Claudio Testa (2013), Io a scuola, lentamente muore, OfficineEinstein, 7 dicembre 2013.

Paolo Vittozzi, Il Progetto Trevize, dal mio punto di vistaOfficineEinstein, 14 agosto 2014.

Luca Massacesi (2013), Ricordando la riforma Gentile, OfficineEinstein, 7 settembre 2013.

Joerge Bucay (2013), L’elefante incatenatoOfficineEinstein, 19 ottobre 2013.

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Grafica e design

Nel nuovo modello di sviluppo, nella nuova società che vorremmo abitare, non deve esserci solo amore per il bello, ma, almeno,

il culto della bellezza.

Design e grafica sono due forme di arte "minore", ma che hanno un grande pregio, vivono affianco a noi.

 

Quello che caratterizza

il design e la grafica sono la ricerca dell'armonia, degli equilibri, dei giusti rapporti, del corretto accostamento cromatico, da abbinare alla praticità dell'uso, alla chiarezza della lettura, al riconoscimento dell'identità. Una ricerca nella quale OfficineEinstein si impegna per i propri clienti.