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L'identità dei cantieri

Un'identità l'assume ogni cantiere. Serve principalmente per gli atti amministrativi collegati. In questo caso il nome che identifica un certo cantiere o è quello della via dove si costruisce o quello della società che chiede le autorizzazioni. Fantasia zero. Sono atti amministrativi. 

 

Il discorso diventa leggermente più sofisticato quando l'identità dell'insediamento è scelta per facilitare la commercializzazione degli appartamenti costruiti. In questi casi è premura del costruttore adottare la prima regola del “marketing dei peracottari”: negare l'evidenza.

 

Così se andate in vacanza in un albergo che si chiama Miramonti, mettetevi l'anima in pace, le sue camere si affaccieranno su un meraviglioso muro di cemento; l'albergo Sole Alto gode di una gradevole penombra perenne, e via discorrendo.

 

Nell'edilizia residenziale la fantasia corre lungo percorsi superaffollati. E' così che abbiamo il percorso ecologista: Due Pini, il complesso dei gerani, Colli d'oro, Colle verde, ... Poi ci sono le identità legate alla divisione della società per caste: Prato della signora, terre dei Consoli, ...

 

L'identità dei cantieri evento

L'identità diventa essenziale in un cantiere evento perché consente di patrimonializzare ed indirizzare univocamente l'impegno profuso nella comunicazione. Siccome un cantiere evento fa parte della categoria più generale dei cantieri che comunicano, l'identità è indispensabile giacché permette di identificare senza ombra di dubbio la “fonte” che comunica, prima regola per una comunicazione corretta; regola imprescindibile per una comunicazione trasparente e partecipativa.

 

Ne consegue che non c'è cantiere evento efficace, cioé che raggiunge i risultati attesi, senza un logo marchio fortemente identificativo, come:

  • naming,
  • segno grafico,
  • bandiera cromatica.

 

Quindi lo studio dei marchi logo per i cantieri evento è una delle prime azioni che si svolgono per dare un nome e un'identità a tutte le attività che accompagneranno quel periodo di lavori, inevitabilmente invadenti, polverosi, rumorosi, quindi fastidiosi per chi ci vive accanto.

 

Nella nostra espoerienza di oltre una decina di cantieri eventi la Francia è stata all'avanguardia per questo tipo di comunicazione.

 

Una scelta accurata

La scelta del logo, del segno grafico, del pay off, della bandiera cromatica non può essere casuale.

All'interno dell'ospedale Saint-Joseph, in rue Raymond Losserand nel centro di  Parigi, il cantiere per restaurare parte degli edifici si svolgeva in un ospedale funzionante, dove bisognava ridurre al massimo rumore e sporcizia di cantiere. Gli ottimi risulati ottenuti a Lyon avevano caratterizzato l'impresa Diograudi France come un'impresa estremamente strutturata, organizzata, ordinata, pulita. Quello che ci voleva per un cantiere all'interno di un ospedale funzionante e considerato uno dei migliori della Francia.

La comunicazione aveva scelto un testimonial: un omino, ottenuto con due segni di pennarello, che si sarebbe animato per sottolineare i vari messaggi e strumenti su cui sarebbe apparso.

Il corpo era ottenuto dal segno di check positivo, un segno di spunta, una “v”.

La bandiera cromatica riprendeva i colori dell'ospedale: giallo acido e verde scuro.

 

20150308-Saint-Joseph1

 

A Lione, nella penisola disegnata dalla confluenza del Rodano e del Saona, nel cuore della città, nella piazza sulla quale si affaccia l'Opera di Lyon, la piazza dei Celestini, dal nome del convento che vi si era inseduiato nel medioevo, il logo riprende l'interessante struttura del parcheggio interrato del progetto di Michel Target e i colori (bordeaux) che caratterizzano arredi e grafica dell'Operà

 

20150308-celestins

 

A Nandy, un sobborgo di Parigi, il progetto vede, all'ingresso del paese la costruzione di un grosso edificio per appartamenti: le Residenze d'Arvigny.

Il cantiere si annuncia principalmente con questa lunga palizzata di cantiere (400 mt) che costeggia la strada che porta a Parigi. Cioé la strada percorsa da tutti i "nandini” almeno due volte al giorno.

Il gancio intorno al quale ha  girato l'animazione del cantiere evento è stata la decisione di far affrescare (street art) dai bambini di tutti gli asilo e le scuole elemantari di Nandy la palizzata. Il sindaco dell'epoca aveva invitato un circo per esibirsi e tutta la palizzata è stata dipinta ispirandosi ai personaggi e allo spettacolo del circo.

Poi incontri nelle scuole, feste finali, premiazione e via dicendo.

20150308-darvigny

 

A Roma presso la stazione di Porta san Paolo, la stazione della prima linea metropolitana della Capitale, che collega piazzale Ostiense con il Lido d'Ostia. Un cantiere senza vicinato, la stazione è abbastanza isolata, ma è una stazione di scambio delle linee metropolitane, quindi i cittadini ”coinvolti” dal cantiere sono transumanti, in moto perenne. Ma le carrozze della metropolitana consentono lunghi periodi a disposizione per leggere un agile notiziario: “Officine Ostiense”. forse un nome premonitore...

 

20150308-san-paolo

 

Tra il km 118.323 e il km 134.617

Cosa può succedre di così importante tra il Km 118,323, e il Km 134.617?

Di così importante e di così preciso?

Questi sono i chilometri del tracciato della ferrovia che collega Milano a Roma che attraversano il Comune di Reggio Emilia.

 

“Punto alta velocità”: “Punto” come luogo fisico dove incontrarsi, ma anche “Punto” come occasione di chiarezza e di aggiornamento (facciamo il punto della situazione”).

 

Alta velocità: un termine entrato nel linguaggio comune per indicare il grande progetto di infrastrutturazione ferroviaria del nostro Paese; un grande progetto, forse l'unica grande opera di infrastrutturazione del Paese degli ultimi venti anni, che ha dovuto attraversare centinaia di Comuni; per la maggior parte delle volte senza fermare le opere, al massimo rallentandole, altre volte.... Mi viene in mente una certa Val Susa.

 

Il Comune ospitante di questo tratto, Reggio Emilia, durante i lavori aveva avviato un dialogo diretto con i cittadini, in particolare con coloro più direttamente interessati dalla realizzazione della linea (i proprietari dei casali su cui esercitare l'esproprio, quelli delle case vicine alla nuova linea ferroviaria). Su tutte le implicazioni che l'opera comportava in quel territorio. Il dialogo si basò sulla trasparenza, che seguirà passo per passo l'avanzamento del progetto Alta velocità, dalla definizione progettuale alla cantierizzazione, fino al completamento dell'opera.

 

Reggio Emilia poteva finire come la Val Susa, ma il “Punto alta velocià” è stato anche il “punto“, il luogo, dove si è giunti alla mediazione, dove gli ingegneri della Tav sono dovuti scender a patti con una proposta dei tecnici comunali e provinciali ben più razionale di quella del tracciato originale.

 

Vuoi la pressione dei cittadini, vuoi la presenza dei tecnici comunali supportati da quelli provinciali e regionali, vuoi il prevalere del buon senso, Val Susa non ci fu; perché, almeno a Reggio Emilia, la Tav fu meno arrogante e scese a patti. Nel “Punto alta velocità 118-134”.

 

20150309-altav

  

La squadra
StJoseph

città

Parigi

per Dioguardi

Maria Cristina Venanzi (Dioguardi) e Loredana Giudici (Grm)

concept e piano di comunicazione

Maria Cristina Venanzi

consulenza di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

concept grafico

Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1996-1997

 

Celestines

città

Lione

per Dioguardi

Maria Cristina Venanzi (Dioguardi) e Loredana Giudici (Grm)

concept e piano di comunicazione

Maria Cristina Venanzi

consulenza di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

concept grafico

Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1994-1995

 

Residence d'Arvigny

città

Nandy (Parigi)

per Dioguardi

Maria Cristina Venanzi (Dioguardi) e Loredana Giudici (Grm)

concept e piano di comunicazione

Maria Cristina Venanzi

consulenza di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

concept grafico

Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1994-1995

 

cantiere laboratorio Porta san Paolo

città

Roma

per Dioguardi

Guido Sivo

concept e piano di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

in redazione

Roberta De Luca (Aaland)

concept grafico

Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1996-1997

 

punto Alta Velocità 118-134

città

Reggio Emilia

per Grm

Maria Cristina Venanzi

concept e piano di comunicazione

Maria Cristina Venanzi

consulenza di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

concept grafico

Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1998

 

Sigle archivio Aaland

dio126 (logo e coordinamento dell'identità di StJoseph)

grm3 (logo e coordinamento dell'identità di Celestines)

dio114 (logo e coordinamento dell'identità di Residence d'Arvigny)

dio143 (logo e coordinamento dell'identità di Porta san Paolo)

grm14 (logo e coordinamento dell'identità di 118-134 punto Alta Velocità)

 

Leggi anche

Massacesi L. (2013),  Se anche il cantiere è un eventoin OfficineEinstein, 22 marzo 2013.

Rinaldi C. (2014), La civiltà dell'Aqua Druvéda, in OfficineEinstein, 8 febbraio 2014.

Rinaldi C. (2014), Sondaggi on the road, in OfficineEinstein, 18 aprile 2014.

Rinaldi C. (2014), Quando il cantiere prende la parola, in OfficineEinstein, 18 maggio 2014.

Rinaldi C. Massacesi L. (2014), L'identità dei cantieri, in OfficineEinstein, 22 gennaio 2014.

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Grafica e design

Nel nuovo modello di sviluppo, nella nuova società che vorremmo abitare, non deve esserci solo amore per il bello, ma, almeno,

il culto della bellezza.

Design e grafica sono due forme di arte "minore", ma che hanno un grande pregio, vivono affianco a noi.

 

Quello che caratterizza

il design e la grafica sono la ricerca dell'armonia, degli equilibri, dei giusti rapporti, del corretto accostamento cromatico, da abbinare alla praticità dell'uso, alla chiarezza della lettura, al riconoscimento dell'identità. Una ricerca nella quale OfficineEinstein si impegna per i propri clienti.