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La più grande area marina protetta

Alla fine ce l'abbiamo fatta. Il 25 settembre il presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, ha fatto nascere la più grande area marina protetta del mondo. In Pacifico saranno vietate pesca e attività industriali in circa 1,5 milioni di chilometri quadrati.


Il Pacific Remote Islands Marine National Monument,  situato a ovest delle isole Hawaii, è stato ampliato di sei volte la sua superficie originaria, occupando adesso circa 490mila miglia quadrate vale a dire un'area di 1,4 milioni di chilometri quadrati di acque statunitensi nell'oceano Pacifico.

 

Grande, grande, grande

Per avere un'idea della nuova estensione basta dire che la riserva è più o meno vasta come Italia, Francia e Germania messe insieme, o dell'intero Messico. Secondo gli accordi internazionali la linea a 200 miglia dalla costa è il limite oltre il quale non è più possibile agli Stati Uniti proteggere le proprie acque intorno a sette isole tra cui Howland Island, Baker Island, Jarvis Island, e l'atollo Palmyra.

 

141103 parco marino mappa

Questa espansione ha lo scopo di proteggere alcune delle più vulnerabili specie del pianeta come coralli, crostacei, squali, tartarughe marine e una varietà di uccelli marini dai nomi immaginifici: la Procelsterna cerulea, la Sula mascherata e la Sterna fuligginosa, tanto per citarne alcune. Specie migranti messe in difficoltà dall'acidificazione degli oceani e da altri effetti dovuti ai cambiamenti climatici. Ma l'iniziativa americana preserverà anche le montagne sottomarine, ecosistemi brulicanti di vita.

Proibite all'interno di quest'area, la pesca commerciale, le trivellazioni petrolifere e lo scarico di rifiuti. E se questo non dovrebbe interferire con nessuna delle attuali azioni di scavo statunitensi, nessuna in quest'area, avrà di sicuro conseguenze sulla pesca del tonno: secondo quanto riporta il Washington Post, circa il 4 per cento del tonno destinato agli Usa proviene da quest'area.

 

Questa volta parliamo bene di Bush

Nonostante la pessima nomea ambientale che lo accompagna, fu il presidente George W. Bush a istituire la riserva agendo in base al 1906 Antiquities Act, un documento che dà al presidente il diritto di proteggere l'ambiente anche senza l'approvazione del congresso, se sono provati interessi ecologici o scientifici.

L'iniziale area protetta era di circa 225mila chilometri quadrati (87mila miglia quadrate). Obama ha usato lo stesso strumento per espanderla all'attuale grandezza, vista l'incapacità del congresso di accordarsi sui termini della protezione ambientale in queste aree di oceano.

Vale la pena notare che nonostante l'importanza e la vastità di questa area, solo l'un per cento delle acque controllate dagli Usa è protetto dal governo, mentre si arriva al dieci per cento quando si tratta di terraferma.

 

Abbiamo?

Abbiamo iniziato questo articolo con un “abbiamo” che non era un plurale maestatico, ma era giustificato dal fatto che nel mese di agosto si era avuta una mobilitazione mondiale coordinata dal sito Avaaz per appoggiare Obama nella sua decisione di consultare l'opinione pubblica per decidere se creare o meno la riserva marina più grande del mondo nell'Oceano Pacifico.  E noi avevamo dato il nostro microscopico contributa che insieme a tanti altri microscopici contributi come le gocce del mare avevano composto un oceano di firme: oltre un milione.

Era un momento in cui il presidente Obama stava subendo enormi pressioni da parte di una potente lobby di pescatori per far naufragare il progetto.

Non potevamo permettere che accadesse: maestose balene, tartaughe, banchi di pesci, stanno  scomparendo.

 

141103 tartarugaSecondo gli scienziati il modo migliore per salvare i nostri oceani è impedire lo sfruttamento di intere zone molto grandi, per consentire alla vita marina di tornare a prosperare. Quattro anni fa la comunità di Avaaz ha avuto un ruolo chiave nel convincere il governo inglese a creare un immenso santuario marino nell'Oceano Indiano e, durante l'annuncio, il Ministro degli Esteri parlò proprio di quella campagna di mobilitazione dell'opinione pubblica. Se faremo sentire la nostra voce tutti insieme, potremo creare una riserva marina grande quanto il Messico!

Dando ad Obama tutto il nostro sostegno, ha avuto la forza per contrastare l'opposizione e contribuire a salvare i nostri oceani per le generazioni che verranno.

Obama si era dichiarato pronto a mettere in atto il progetto, ma una potente lobby della pesca stava cercando di affondarlo con una propaganda fuorviante. Dicendo che la riserva marina avrebbe danneggiato i loro affari, ma il 95 per cento della loro attività di pesca si svolgeva e si svolge al di fuori dell'area protetta. Altri interessi avrebbero voluto mantenere la zona libera da vincoli per permettere in futuro la trivellazione e lo sfruttamento minerario, che avrebbero avuto effetti disastros.

Le previsioni sono terribili: tra meno di 40 anni i nostri oceani potrebbero essere completamente privi di pesci e le barriere coralline rischiano di sparire del tutto entro le prossime due generazioni!

 

Il Pacific Remote Islands Marine National Monument da solo non basterà a risolvere il problema, ma è un primo passo per fermare la devastazione degli oceani: non solo raddoppierà l'area degli oceani protetti nel mondo, ma incoraggerà gli altri governi a fare altrettanto.

 

Presentando una petizione con un milione di firme direttamente alla Casa Bianca e all'incontro alle Hawaii, sommergendo le consultazioni ufficiali con i nostri messaggi e conducendo un sondaggio che ha dimostrato un enorme sostegno a livello locale per il progetto, siamo riusciti a compiere un piccolo, ma significativo passo per difendere l'oceano.

Gli Stati Uniti possiedono la superficie oceanica più grande del mondo e hanno quindi un'opportunità unica.  Possiamo vincere anche stavolta! Si concludeva con questo auspicio la richiesta di firme e, abbiamo vinto. Forti solo della speranza e della determinazione che sostiene chi è dalla parte giusta non corrotto da interessi particolari a danno di quelli generali.

 

Fonti

Obama istituisce la più grande area marina protetta del mondo, Sailing & Travel.

Gli interessi nella pesca si oppongono al piano di Obama di ampliare la riserva marina, Washington Post.

Obama annuncia il piano per creare la riserva marina più grande del mondo, National Geographic.

Obama e DiCaprio si impegnano per gli Oceani, La Stampa.

Cosa vuol fare Obama per proteggere gli oceani, Lifegate.

Il monumento all'Oceano del presidente Obama, NYTimes.

 

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