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La nuova frontiera

Molti anni fa rimasi affascinato da una scienza immaginaria inventata da Isaac Asimov e citata in molti suoi racconti come strumento di previsione dell’evoluzione della società umana: la psicostoriografia

Hari Seldon, personaggio creato da Asimov e inventore di questa strana branca del sapere postulava che sotto determinate condizioni fosse possibile prevedere e quindi influenzare gli avvenimenti futuri.

Questo, aggiunto alla possibilità che future evolutissime specie umane fossero in grado persino di viaggiare attraverso il tempo, rendeva possibile, per esempio, cambiare il corso della storia evitando stravolgimenti di portata immensa generando, nel passato, nel momento giusto, eventi minimi che avrebbero avuto l’effetto di cambiare lo stato e il divenire delle cose.

 

Ai tempi in cui leggevo Asimov ero poco più che adolescente ed era abbastanza naturale che questo tema, la possibilità di prevedere, modificare, incidere sul futuro, mi intrigasse molto.

 

Ora, dopo qualche decennio, resto ancora affascinato dalla potenza della immaginazione di quello che è stato una dei più grandi scrittori di fantascienza ma, di più, mi rendo conto di quanto la nostra esistenza, il nostro vivere sociale sia soggetto a questioni che sembrano proprio avere forti contenuti psicostoriografici….

 

Veniamo al dunque

Inizierei col ringraziare Totti Chessa.
In realtà non so chi sia Totti Chessa, non so nulla di lui della sua vita, della sua famiglia, della sua personalità, del grado e del tipo della sua formazione, del suo carattere non so nulla se non di sapere il suo operato (parte del suo operato) sono in grado, stanno, cambiando la mia esistenza e in qualche misura il mondo.

Vi dirò meglio tra un po ma consentitemi prima di aprire una parentesi che vi permetterà di meglio comprendere lo stato d’animo che mi porta a sperare che Chessa sia “indirizzato” da un nostro pronipote psicostoriagrafo.

 

Sono venuto al mondo nello stesso periodo in cui sono nati Bill Gates e Steve Jobs, per studio e lavoro, come loro, ho visto nascere l’informatica.

Sono stato, in qualche misura un protagonista della straordinaria vicenda che nel giro di una trentina d’anni ci ha portato dall’uso dei regoli calcolatori (io li ho usati) agli smartphone.

Ho visto e fatto cose ai primordi dell’informatica che, parafrasando un celebre monologo in blade runner,

«voi umani non potete nemmeno immaginare»,

mi sono trovato in posizioni di privilegio da cui sarebbe stato facile incidere…


Ma, al contrario di Bill e Steve non ho inciso.


Il mio operato non ha cambiato il mondo. Ho fatto, come migliaia di altre persone come me, buone cose, a volte buoni affari, ho risolto problemi, a volte complessi ma non ho cambiato il mondo.


Il mondo lo hanno cambiato Bill Gates, Steve Jobs, Mark Zuckerberg e pochi altri come loro e questo, non tanto perché loro siano americani e io no, non perché loro siano stati geni e io no.. beh si, un po’ forse si.


Io non ho cambiato il mondo perché non sono stato capace di guardare oltre, non ci ho proprio mai pensato alla possibilità di poter essere un artefice del cambiamento del mondo.

 

E' giunta l'ora

Ci sto pensando ora.

Ora, quasi alla fine del mio ciclo produttivo ci penso perché sento di capire alcune cose.

Ora che anagraficamente sono lontano dalla fase che, pure, non credo di aver mai vissuto e che definirei della creatività incosciente tipica della giovinezza, penso che sia arrivato il tempo di inventarsi per forza qualcosa di nuovo.

I tempi non cambiati, sono diversi da quelli in cui mi sono affermato come lavoratore e manager. Ora occorre davvero inventarsi qualcosa di nuovo per progredire, occorre uscire dagli schemi…

Chiudo con la parentesi.

 

Torniamo a Totti Chessa

Un paio di cose di lui in realtà le so: è un giovane, è un cittadino di Sabaudia e, in un certo momento, penso sulla scorta di altre esperienza analoghe che popolano il web, ha deciso di costituire un gruppo facebook per raccogliere e condividere “cose” sulla sua città che, avrete già intuito, è anche la città in cui sono cresciuto: Sabaudia.

150723 Sabaudia

Cito testualmente il suo intento:

«Lo scopo del gruppo è condividere momenti di Sabaudia. Siano essi passati o presenti non importa. Si può fare a mezzo di una frase, di un'immagine, di un video, o con qualsiasi cosa aiuti ad evocare la bellezza di luoghi, persone o situazioni…»


In qualche modo sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo “strumento” , mi sono aggregato e con me oltre quattromila persone (che per un Comune di neppure ventimila abitanti) è una cifra enorme e ho:

  • ricordato
  • cercato
  • trovato
  • condiviso
  • letto
  • pubblicato.

 

Ma, più di tutto o riflettuto.
Ho ripensato molto al passato, a quand’ero ragazzo e poi adulto, subendo ma anche producendo secchiate di buona nostalgia.

 

Ho però riflettuto anche sul futuro ponendomi una domanda che non esito a definire “esagerata”.
Fosse questo lo “strumento” con quello che succede nel suo ambito che, se opportunamente gestito può cambiare veramente la Società?
Le relazioni che si creano tra individui in questo contesto se mantenute sul puro piano emozionale possono forse essere il motore di un “nuovo” che non sappiamo ancora immaginare?

 

Vedere oltre il proprio naso

Cerco di spiegarmi meglio.
Una delle ragioni per cui quelli come me hanno fallito nel loro, peraltro mai dichiarato, progetto di rifare il mondo era che non vedevamo oltre il nostro naso. E, così:

  • nasceva la televisione e si pensava che dovesse servire per vedere ciò che si guardava al cinema;
  • nasceva l’informatica e si pensava a come fare più velocemente calcoli, fatture, archivi;
  • nasceva il web e si immaginava a come promuovere le proprie attività commerciali;
  • nasceva facebook e si pensava alla potenza di incontrare tutto il mondo…

solo dopo, solo con grande ritardo ci siamo accorti che la Tv poteva supportare i talk show, i calcolatori il web, il web i social, i social …. la “VITA” (non trovo un termine meno “grave” e altrettanto efficace).

 

Non troppo semplicemente, ne chiaramente immagino, sto cercando di dire che forse la soluzione di alcuni, se non tutti, problemi della nostra società va ricercata assolutamente fuori dagli schemi.

 

Per esser più chiaro e diretto penso che sia ovvio e persino facile

  • usare un blog per fare adepti per coltivare populismo,
  • usare twitter per fare comunicazione spicciola.

 

Riconoscete qualcuno che fa questo?
E’ poi conveniente, e in certi casi semplicemente “umano”: esistere nei “social” per sentire di esserci veramente.

 

L'intervento degli psicostoriografi

Quale sarà, però, la prossima frontiera?

Dove ci vogliano portare i nostri posteri viaggiatori del tempo e esperti di psicostoriografia, dove e con quali mezzi, quali trucchi stanno adottando?

 

Mi piace immaginare che un giorno, in un lontanissimo futuro, dopo complessi calcoli e dotte riflessioni i nostri posteri abbiano deciso di attuare una minuscola azione, penso per esempio, spostare la sveglia sul comodino dell’amico Totti: la mattina seguente, tentando di farla tacere, Totti ne provoca la caduta generando ovvie imprecazioni ma anche, attivato da chissà quale meccanismo così ben individuato dagli psicostoriografi, l’idea di creare la fatidica pagina facebook che ora è in grado di scatenare molto, molto di più.

 

Perché hanno scelto Totti Chessa?

Perché lui, credo consapevolmente, sta facendo un grande faticoso lavoro per mantenere la sua creatura su binari puramente emozionali.

Frena, blocca, gestisce più semplicemente non pubblica facili e numerose rimostranze, lamentele, attriti, politica… lo fa e quando ci riesce, se ci riesce crea, secondo me, una comunità che mi viene da definire, fondata sull’emozione.

 

Se ad un certo punto il blog in cui si parla e molto spesso sparla dell’inettitudine o della disonestà di Tizio o Caio che sono o sarebbero la causa prima di questo o di quel problema, di questa o di quella mancanza, si trasformasse in un luogo pro-creativo capace di generare idee, di costruire cose?

E se fosse proprio questa la nuova frontiera?

 

Io conosco qualcuno che sa rispondere a questa domanda. Chi?
Quelli che hanno spostato la sveglia…

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