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Gabriele Basilico. Una vita in bianco e nero.

Si è spento il 13 febbraio, a soli 69 anni, uno dei più prestigiosi fotografi del nostro paese. Mario Calabresi de La Stampa ha avuto il piacere di intervistarlo qualche settimana prima che ci lasciasse.

 

Architetto milanese con studio nel quartiere Brera, legato indissolubilmente al bianco e nero,  Gabriele Basilico ha dedicato la sua vita professionale alla fotografia di paesaggio e più in particolare alla fotografia di architettura.

 

L'illuminazione giunge la domenica di Pasqua del 1978 quando comincia a catalogare le aree dismesse di Milano: «Sono partito dal Vigentino per descrivere una periferia industriale abbandonata e senza storia che attraverso la fotografia acquistava dignità estetica».

 

«Che fotografo sono? Sono un misuratore di spazi: arrivo in un luogo e mi sposto come un rabdomante alla ricerca del punto di vista. Cammino avanti e indietro, la cosa importante è cercare la misura giusta tra me, l’occhio e lo spazio. L’azione fondamentale è lo sguardo, la foto è la memoria tecnica fissata di questo sguardo. Ma c’è bisogno di tempo, la foto d’eccellenza è contemplativa».

 

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