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Sotto la mia bandiera, io vivo in libertà

Anno 2977: la terra viveva in pace e prosperità, quando un'enorme masso scuro giunse dallo spazio con su scritto:

«Questa è la seconda patria dell'onnipotente Mazone»

in caratteri simili a quelli Maya.

 

«I più famosi astronomi scomparvero o vennero assassinati da mani misteriose. Di tutto ciò fu incolpato colui che vagava solitario come un fuorilegge negli spazi, il Capitano Harlock. E Harlock fu condannato alla pena capitale.»

Di fronte all'inettitudine delle autorità, Tadashi, il figlio di uno degli scienziati, decide di salire a bordo dell'astronave Arcadia, attirato dalle parole del famigerato fuorilegge:

«Io erro ai confini delle stelle... Gli uomini mi chiamano Capitan Harlock! Finché il fuoco brucerà in me, vivrò libero nel mare oscuro dello spazio. Sotto la mia bandiera, io vivo in libertà!»

 

Harlock scopre allora che dietro agli omicidi, così come ai grandi enigmi della storia, si celano le conturbanti mazoniane, donne che bruciano come carta; aliene e terrestri al tempo stesso, dietro cui si cela il mistero della vita nell'universo.

 

Le atmosfere liriche e romantiche, l'etica solida e onorevole del protagonista «Harlock non scappa mai» ispirata chiaramente al codice Bushido dei samurai, hanno contribuito a creare un successo così fragoroso tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta, che il cartone animato ideato da Matsumoto Leiji è ancora nel cuore di moltissime persone.

 

Il nuovo progetto in 3d

A quasi quarant'anni dalla prima messa in onda, il maestro Matsumoto ha collaborato con Shinij Aramaki alla realizzazione di un lungometraggio, Space pirate 3d, animato in computergrafica presentato in anteprima mondiale alla mostra del cinema di Venezia.

A sorpresa, però, Aramaki anticipa che Harlock, in realtà, non sarà il protagonista del film, ma si muoverà sullo sfondo, quasi un comprimario dell'avventura.

Queste sono le sue parole:

«La ragione per la quale il protagonista del film non è Harlock sta nel fatto che è un personaggio troppo completo, cioè non si dispera, non fa errori, non ha nuove esperienze che lo possano far progredire, è una presenza simbolica. Un personaggio come Harlock è difficilissimo da usare in un film, non può compiere il classico viaggio dell’eroe che alla gente piace vedere. È questo il motivo per il quale abbiamo introdotto i personaggi giovani»

 

Chi è stato bambino negli anni Settanta e Ottanta siamo sicuri che non si perderà quest'appuntamento al cinema.

 

Un'immagine di Capitan Harlock in 2d

L'originale Capitan Harlock nel disegno di Matsumoto Leiji

 

Un'immagine di Capitan Harlock in 3d

La reinterpretazione 3d di Shinij Aramaki

 

 

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