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Olimpiadi. Cosa succede dopo.

Roma si candida, per la terza volta nelle ultime cinque sessioni, ad ospitare i Giochi Olimpici. L'ultima sfida, lo ricordiamo tutti, fu stoppata direttamente dal ex-premier Monti dopo un'attenta valutazione dei costi e dei benefici legati all’operazione nel suo complesso. Ma la città eterna, smaltita la delusione (non di tutti, per la verità) e assorbiti i veleni, rilancia, e si propone come città organizzatrice per le Olimpiadi del 2024.

Ma qual è l'impatto di un evento così fragoroso e invasivo sulla vita della comunità cittadina? I cantieri, i disagi, le proteste, le polemiche politiche del prima sono sotto gli occhi di tutti -l'attesa imminente dell'evento catalizza inevitabilmente le attenzioni dei mass media-, ma spesso e volentieri è il dopo a essere trascurato o dimenticato. 

 

The Olympic city

Il progetto fotografico The Olympic city di Jon Pack e Gary Hustwit indaga sull'eredità che i giochi olimpici consegnano al patrimonio urbano delle città ospitanti. I successi, gli insuccessi, le opportunità spese con profitto, gli edifici fatiscenti, le promesse non mantenute, le riconversioni intelligenti ed efficaci e, infine, le vite delle persone che abitano i quartieri coinvolti dalla pianificazione olimpica. Un reportage che ha interessato le città di Atene, Barcellona, Pechino, Berlino, Helsinki, Città del Messico, Mosca, Londra, Los Angeles, Montreal, Roma e Sarajevo.

 

La piscina delle rose di Roma

La piscina delle rose di Roma

 

Il villaggio olimpico di Roma

Il villaggio olimpico di Roma

 

La pista del salto con gli sci di Sarajevo

 La pista del salto con gli sci di Sarajevo

 

Il villaggio olimpico di Mosca

Il villaggio olimpico di Mosca

 

Un parco di Los Angeles

Un parco di Los Angeles

 

La piscina del Montjuic di Barcellona

 La piscina del Montjuic di Barcellona

 

Le mascotte di Pechino 2008

 Le mascotte di Pechino 2008

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