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Vendetta consapevole?

Qualche giorno fa, mentre mi cimentavo nel frenetico zapping serale, mi sono imbattuto in uno spot della Rai dedicato all'Unione europea, intitolato “Di Europa, si deve parlare”, che vi propongo al termine di questo breve cappello.

Un prodotto molto ben confezionato, a tratti anche emozionante: immagini evocative montate con maestria, voce fuori campo che dettaglia con passione la storia e i tratti significativi dell'Unione, pay off allusivo, interessante l'uso della virgola, e mirato.

Racconta di successi e di fallimenti, di aspirazioni e di paure, di un passato oscuro e di un futuro da costruire insieme. Ma un dettaglio curioso, e meritevole di approfondimento, ha catturato la mia attenzione: la colonna sonora.

 


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V for Vendetta

Sì, la musica di accompagnamento è proprio una delle tracce del film V for Vendetta del 2005, la pellicola tratta dalla celebre e acclamata graphic novel sceneggiata da Alan Moore e disegnata da David Lloyd.

Storia che racconta di una futuristica Gran Bretagna alle prese con un regime dittatoriale che eredita mezzi e strumenti dei totalitarismi del secolo scorso: controllo sui mezzi di comunicazioni, discriminazioni, campi di concentramento, polizia segreta pervasiva e spietata.

Dopo anni di soprusi, la popolazione assuefatta e piegata dalla sofferenza non ha nemmeno la forza di ribellarsi. C'è solamente un granello di sabbia all'interno del terribile ingranaggio, un anarchico con la maschera del cospiratore inglese Guy Fawkes che si fa chiamare V.

 

La storia si dipana attraverso azioni dimostrative, omicidi, vendette, fughe fino all'inevitabile epilogo: V riesce a sovvertire il sistema prima di morire. Ma non è un lieto fine scontato, in quanto la popolazione, assuefatta e dipendente dal regime, si abbandona al caos e alla sopraffazione in attesa che alcuni discepoli di V riprendano le redini della situazione.

 


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La maschera e la scelta degli autori

Chi non conosce il fumetto e non ha visto il film troverà comunque familiare la maschera di V, adottata, e qui l'apparente bizzarria nella scelta musicale dello spot, da associazioni, movimenti e comunità di protesta, come simbolo di rivolta contro il potere precostituito. Tra gli altri ricordiamo il collettivo hackers Anonymous e gli Indignados che hanno tra i loro bersagli anche l'Unione europea, o meglio l'eccessivo rigore che sfocia nella miopia di alcune decisioni più vicine agli interessi di banche e grandi capitali piuttosto che dei cittadini stessi.

 

Manifestanti con la maschera di V.

 

Perché quindi questa scelta apparentemente incongruente?

 

L'Europa come totem per scongiurare gli errori del passato e le possibili derive autoritarie paventate da Alan Moore e David Lloyd?

Una sottile vendetta nei confronti di chi l'Europa la osteggia?

Oppure, citando il premio Oscar Paolo Sorrentino che ha affermato che un film è a volte solo l'occasione per promuovere le canzoni che ci piacciono, una preferenza dettata semplicemente dal potere evocativo della colonna sonora realizzata dal nostro Dario Marianelli?

 

 

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