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Ritratti africani

Uno degli aspetti che segnano il trapasso dalla cultura moderna dell'idealismo tedesco alla cultura che, con molta cautela, potremmo definire “post-moderna” è l'affermarsi, nel panorama filosofico, della tematica del volto.

Se la filosofia moderna, a partire da René Descartes, si è interrogata sul soggetto, e con Immanuel Kant la riflessione sul soggetto è diventata riflessione sul soggetto trascendentale, in alcuni filoni del pensiero post-moderno il soggetto umano assume le sembianze del volto.


Il volto è un aspetto che la cultura soggettivistica dell'Ottocento non riesce ad inquadrare nelle sue categorie filosofiche; esso fa esplodere dall'interno il solipsismo tipico della soggettività moderna.

Il volto umano, infatti, è sempre anche il volto dell'altro uomo, oltre che il mio; parlare di “volto” significa sempre parlare di una pluralità di volti contrariamente al “soggetto trascendentale”, in cui il fuoco dell'analisi cade sicuramente su un soggetto, quello trascendentale appunto (ossia sui caratteri comuni ad ogni soggetto).

Inoltre la cultura post-moderna abbandona consapevolmente (e forse potremmo dire anche “polemicamente”) la “trascendentalità” del soggetto: il soggetto umano è, per il pensiero post-moderno, una persona incarnata nella storia e che deve parte della sua identità al momento storico in cui vive.

 

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Giovane Bédiks (Sénégal) @ Sharing. I Bédiks sono un gruppo etnico che vive in  una delle poche zone montuose nel sud-est del Senegal, nell'area di Bandafassi, vicino al confine con la Guinea. Sono una delle più piccole minoranze etniche del Paese (l'1% della popolazione, 3.750 anime).

 

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Donna Mursi. I Mursi sono un gruppo etnico di 7.500 persone (2007) dell'Etiopia, localizzato nella zona del Debub Omo.

 

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Donna Mursi con bambino. I Mursi parlano la lingua mursi che appartiene alla famiglia delle lingue surmiche. L'etnia è particolarmente nota per l'abitudine delle donne di applicare un piattello nel labbro inferiore della bocca, che sostituiscono man mano aumentandone le dimensioni.

 

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Giovane Maasai, Amboseli National Park, Kenya © Nawapa. 

«Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli» (proverbio Masai). I Masai (o Maasai) sono un popolo nilotico che vive sugli altopiani intorno al confine fra Kenya e Tanzania. Considerati spesso nomadi o semi-nomadi, sono in realtà tradizionalmente allevatori transumanti, e oggi spesso addirittura stanziali (soprattutto in Kenya). La transizione a uno stile di vita stanziale si accompagna a quella dall'allevamento all'agricoltura come fonte primaria di sostentamento; questa trasformazione è evidente nei clan masai kenioti come Kaputiei, Matapato e Kikunyuki, e in Tanzania presso gli Arusha.

I masai parlano il "maa", da cui il nome dell’etnia che è da loro pronunciato maasai. La lingua appartiene al gruppo delle lingue nilo-sahariane ed è dello stesso ramo delle lingue di popoli nilotici quali i pokot, i dinka ed i nuer. I masai sono il popolo nilotico che, in Africa, vive più a meridione. Oggi sono divisi in dodici clan (Keekonyokie, Damat, Purko, Wuasinkishu, Siria, Laitayiok, Loitai, Kisonko, Matapato, Dalalekutuk, Loodokolani e Kaputiei[1]), anche se esistono clan minori, spesso citati come sottoclan.

 

 

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I Wodaabe (o Bororo) sono nomadi che vivono tra Mali, Nigeria, Senegal e Camerun. Si spostano con il loro bestiame e vivono in capanne di rami. In autunno si radunano per una festa chiamata Gerewol, durante la quale le ragazze scelgono il fidanzato fra tutti i ragazzi presenti.

 

141207 Karo girl EthiopiaTrevor Cole

Ragazza Karo, Ethiopia by Trevor Cole. I Karo si dipingono il corpo ed il volto (spesso cercando di imitare il piumaggio delle galline faraone) con calce bianca, argilla, polvere di ferro, cenere di carbone o legno. Le loro danze celebrano il raccolto, i riti di iniziazione dei giovani, i matrimoni (è diffusa la poligamia): sono molto sensuali, nei loro movimenti avvolgenti i fianchi ed il ventre si attraggono e si respingono in un’esplosione festosa e vitale. Le donne si adornano con fiori, piume, perline, bracciali di semplice fattura, trafiggendosi il mento con un chiodo o un bastoncino di legno. Purtroppo è un popolo che sta lentamente scomparendo, soltanto poche centinaia sopravvivono in alcuni desolati villaggi sulle sponde del fiume. Le donne si sono viste costrette a sostituire molti dei raffinati oggetti ornamentali che orgogliosamente indossavano un tempo, con le pitture corporali (che spesso “indossano” al posto degli stessi vestiti) e con le scarificazioni della pelle (che provocano rigonfiamenti sulle cicatrici simili ai tatuaggi, mediante l’uso di acqua e cenere poste sulle ferite).

 

 

141207  Fisher SurmaGirl Ethiopia

Giovane ragazza Surma, Ethiopia by Carol Beckwith & Angela Fisher. I Surma, conosciuti anche come Tid, Suri, sono una popolazione di origine nilotica che vive nell'Etiopia sud-occidentale ai confini con il Sudan. La concomitanza di più fattori: impervietà della regione, mancanza di vie di comunicazione, assenza di interessi economici occidentali hanno favorito il consolidamento di una forte identità.

 

141207 Georgina Cranston

A Southern Sudanese boy drinks water from the Aquem river, north of Bahr er Gazal by Georgina Cranston

 

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Guerriero Mursi, Etiopia, Omo river. La tribù dei Nyangatom, seminomadi della regione sud occidentale dell’Etiopia, è stata la prima a possedere i Kalashnikov, acquistandoli da commercianti del Sudan. Nel periodo compreso tra il 1980 ed il 1990, nell’indifferenza totale del governo etiope, hanno condotto assalti sanguinosi alle tribù vicine, come i Karo, ampliando i loro territori e generando terrore tra le etnie che usavano ancora le lance e gli archi come unici mezzi di difesa. Ma ben presto anche le altre popolazioni riuscirono ad acquistare i fucili automatici e le munizioni: le cruente faide continueranno a fasi alterne per lunghi anni. Sino al marzo del 2010: quando gli uomini di entrambe le tribù celebrano finalmente la pace attraverso la mediazione di alcuni funzionari governativi.

 

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