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Adidas, Nike e Joseph Blatter

La sera del 9 luglio 2006 circa trenta milioni di italiani sono incollati a televisori e maxischermi per assistere alla finale mondiale di Berlino tra gli azzurri e la Francia: il cucchiaio di Zidane, il pareggio di Materazzi, la testata di Zidane ai danni di Materazzi, le parate di Buffon, l'epilogo con la tensione spasmodica dei calci di rigore, l'errore di Trezeguet, l'infallibile Grosso, le mani di Cannavaro che sollevano la coppa.

E un particolare che sconvolge il ferreo rituale della premiazione. Per la prima volta nella storia dei mondiali, il presidente della Fifa (Fédération Internationale de Football Association), il tutt'ora in carica Joseph Blatter, si rifiuta di consegnare coppa e medaglie agli azzurri.

 

Cannavaro alza la Coppa del Mondo

Il trionfo azzurro

 

La polemica divampa nei giorni e nei mesi successivi, alimentata dalle improbabili giustificazioni del massimo dirigente svizzero. Anche in un'intervista recente Joseph Blatter è tornato sull'argomento:

"Per evitare alla squadra campione del mondo, per evitare alle oltre 70 mila persone presenti allo stadio e alla tv internazionali di assistere ad uno scandalo. Ancor oggi se io vado in un stadio in Germania ricevo un'accoglienza simile ad andare all'inferno. Questo perché all'epoca si è detto che io ero in favore dell'organizzazione del mondiale in Sudafrica e la Germania ha ottenuto i Mondiali per un solo voto e dopo hanno detto che Blatter è contro la Germania: questa è la verità!"

 

Permettetemi di essere perplesso.

 

L'Italia guastafeste e il ruolo di Adidas

Qual è allora la verita?

Un'ipotesi parla di contrasti tra dirigenti e poca simpatia verso il calcio italiano, si parla di disappunto nel veder trionfare calciatori coinvolti, anche se indirettamente, nel più grave scandalo che il calcio italiano ricordi, calciopoli.

C'è  poi un'altra ipotesi, stampata sulla maglia degli azzurri. Il felino bianco della Puma che da qualche decennio svolge il ruolo di terzo incomodo nella sfida stellare tra i due colossi dell'abbigliamento sportivo: Adidas e Nike.

Spiego per i tifosi più tiepidi. Adidas è lo storico sponsor tecnico dei mondiali di calcio. Un sodalizio, quello tra l'azienda tedesca e la Fifa, iniziato nel 1970 e che, recentemente, è stato prolungato fino al 2030. Adidas quindi si occuperà della produzione dei palloni da gara, dell'abbigliamento dei volontari e di tutti i prodotti ufficiali che accompagnano l'evento.

 

I palloni ufficiali Adidas delle ultime dodici edizioni del Mondiale

Dal Telstar di Messico 1970 al Brazuca di Brasile 2014

 

L'irruzione di Nike

Nike, ovviamente, non resta a guardare e, anche se debole per tradizione e origini (gli statunitensi non hanno mai amato il calcio), sta espandendo la propria firma sulle nazionali più prestigiose. Brasile, Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda e Portogallo vestono Nike.

"L'idea d'investire pesantemente nel calcio risale ai Mondiali negli Stati Uniti del 1994 - spiegano i dirigenti di Nike - è in quell'occasione che abbiamo capito le potenzialità di uno sport che fino ad allora negli Usa veniva totalmente snobbato".

Nei campionati del mondo successivi a quell'illuminazione, Nike piazza in finale il Brasile, sconfitto dalla Francia griffata Adidas. Nel 2002 Nike si prende la rivincita e, grazie al Brasile di Ronaldo, alza la sua prima Coppa del Mondo ai danni della Germania, fedele, ovviamente, all'azienda di casa.

 

Uno dei due gol di Ronaldo nella finale mondiale 2002

Una doppietta di Ronaldo regala al Brasile il quinto titolo, il primo per Nike.

 

Nel 2006 la Germania (Adidas), paese ospitante, è la grande favorita della manifestazione. Solo il solito Brasile (Nike) sembra tenerle testa. Però il calcio è, fortunatamente, imprevedibile e dispettoso: la Francia (Adidas) considerata un po' in declino fa fuori i verdeoro e, sorpresa delle sorprese, la bistratta compagine azzurra (Puma) elimina i favoritissimi tedeschi alle soglie della finale.

Il resto della storia lo conosciamo: l'Italia (Puma) batte la Francia (Adidas, quindi sponsor tecnico Fifa) ai rigori. E Blatter torna a casa prima della premiazione.

Un'ipotesi complottistica? Può darsi.

 

Adidas, Nike e Puma

Per chiudere una tabella riguardante il podio degli ultimi quattro mondiali.

Uno specchietto che racconta la storia delle ultime quattro finali mondiali, da quando  Nike ha deciso di entrare prepotentemente nel mondo del calcio, vista con gli occhi degli sponsor tecnici.

1998 Francia (Adidas) batte Brasile (Nike)

2002 Brasile (Nike) batte Germania (Adidas)

2006 Italia (Puma) batte Francia (Adidas)

2010 Spagna (Adidas) batte Olanda (Nike)

 

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