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Quando il curriculum è sbagliato

Seleziono personale per le aziende. Chiamatemi recruiter, selezionatore, cacciatore di teste, come volete. Un mestiere difficile in tempi in cui la reputazione del genere “risorse umane” è messa a dura prova da decine e decine di “casi assurdi” raccontati dai candidati:

  • 
viaggi chilometrici per incontrare selezionatori impreparati, in azienda o privati,
  • centinaia di curriculum vitae inviati senza risposta,
  • colloqui arrivati al terzo episodio per poi vedere i propri referenti sparire nel nulla.

 

Lo so.
 Ammetto che la mia categoria spesso non brilla di eccellenza.


Proviamo però a farci due domande e a vedere se in fondo in fondo, la nostra attività di candidati, per certi aspetti non sia altrettanto poco efficace.


Ho provato di seguito a stendere una lista di cattive pratiche nella redazione del curriculum vitae, per costruire insieme un memorandum a favore di chi sta cercando lavoro. Spero sia di utilità.


Il mio curriculum vitae è coerente?

Tanto per cominciare partiamo da qui.

 

1. I dati anagrafici

I dati anagrafici sono completi in modo che io sia identificabile e raggiungibile o devo far impazzire il recruiter per capire la mia età, la mia residenza, e rintracciare uno straccio di telefono per contattarmi?

Purtroppo nascondere l’età per paura di essere fuori target non servirà.

Se l'azienda vuole profili junior, basterà una telefonata per scartarvi e avrete perso tempo in due. Così come, è molto probabile che nel dubbio, un’azienda non vi chiami per nulla. Nascondere l’età è un trucco utilizzato da chi ha più di 40 anni e i selezionatori ormai lo sanno.
(E’ illegale? La risposta è si. Ma il mercato del lavoro in Italia è fortemente appannaggio degli under 40. Facciamocene una ragione. firmato: un 48enne)
.

 

2. Che mestiere faccio?

I cosiddetti job titles devono essere comprensibili a tutti.

L’ uso degli acronimi interstellari inventati da certe aziende per accorciare gli stipendi ma allungare i biglietti da visita (e l’ego personale) non sono di alcuna utilità per chi deve leggere né servono a darsi un tono diverso.

La legge delle parole chiave parla chiaro: un recruiter vuole trovare nel curriculum le parole attinenti alla sua ricerca. Quanto più le parole del mio curriculum vitae saranno in linea con quelle della ricerca, tanto più avrò possibilità di successo.


 

3. Esperienze

Le mie esperienze degli ultimi tre anni sono dettagliate e quelle degli ultimi dieci solo accennate oppure ho un curriculum vitae di sette pagine?

A chi interessa sapere che dodici anni fa appena usciti da scuola facevate il pony express?

E voi, tornereste a fare il pony express ora che siete responsabili di un negozio?

Date importanza alle ultime esperienze e accennate a quelle più lontane.

Anche il curriculum più complesso può essere efficacemente riassunto in una sola pagina.


 

4. La retribuzione

Spesso si crede che inserendo la retribuzione e l’inquadramento ci si possa tagliare delle opportunità. Se un’azienda è disponibile a investire 2.000 euro al mese in un dipendente, non saranno i 200 euro in più a fare la differenza. Se il profilo è interessante, l’azienda comunque ti contatterà. Ma credere di poter interessare quella stessa azienda, avendo uno stipendio pari al doppio, è pura utopia.

E soprattutto, è molto probabile che un selezionatore “ipotizzi” uno stipendio (magari sbagliando) e non vi contatti. In questo caso, rischiate davvero di perdere un’opportunità.


 

5. Inserzioni

Rispondo a delle inserzioni dopo averle lette attentamente o ricevo degli alert dai portali (dove spesso le inserzioni sono scadute da anni e riciclate per fare   i..) e rispondo automaticamente? Avete controllato se la sede di lavoro è quella giusta?

Se si richiede un profilo junior o senior?

Se i vostri benefits attuali sono in linea con quelli offerti?

E soprattutto: rispondo a tutto perchè prima o poi qualcuno mi legge oppure seleziono le offerte a cui rispondo e me le appunto su un memo?

Niente di peggio di un candidato che viene contattato da un’azienda e non si ricorda a quale inserzione aveva risposto!


 

6. Invio del curriculum vitae

Mando il mio curriculum vitae tramite mail a venti destinatari (rendendo palese che non lo stai mandando per una posizione nello specifico ma che lo stai buttando là, dove capita), magari tutti in copia conoscenza (o a vari destinatari che è poi la stessa cosa..) oppure invio una mail diretta al referente aziendale?

Oggi con LinkedIn e Google non è difficile sapere il nome di un direttore del personale di una specifica azienda.


Niente di peggio, poi, che intestare l’email a un’azienda e inviarla a un’altra. (Fantascienza? Ho un cassetto pieno di email indirizzate a “gentile dott.ssa…”)
.

 

Bene, se in almeno due di questi punti vi ritrovate, ne parleremo fra qualche giorno nel prossimo articolo sui dieci modi peggiori per proporsi a un’azienda.

 

Fonti

Danzi O. (2014), Le aziende non ti rispondono perché hai il curriculum sbagliato, Wired, 3 dicembre 2014

 

L'autore

Osvaldo Danzi è esperto di risorse umane e social media recruiting

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