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La comunicazione integrata per la Calabria


La progettazione dell'identità e della comunicazione che Officine Einstein ha curato per la Progettazione integrata in Calabria, come consulente del Formez Pa e della Regione, ha preso avvio da una considerazione innovativa della governance e della sua manifestazione verso i cittadini. 

La sfida è stata, ed è, grande: un progetto di amministrazione pubblica forte, innovativa, centrata sulla capacità di disegnare, prima, e realizzare, dopo, una crescita economica sostenibile che migliori la qualità della vita di chi, sul territorio, ci vive. Gli esiti della sfuda sono ancora incerti.

20130221 pdc logocalabriaprograttazioneintegrataUn progetto amministrativo con queste implicazioni di innovazione, di originalità, di coraggio; un progetto politico per la ricerca di un modello economico sostenibile e basato sulla ricerca del benessere di chi in Calabria ci vive; un progetto che mette al centro della progettualità le esigenze e le potenzialità espresse dalle popolazioni non poteva non intrigare profondamente, chi ha scelto come mestiere la capacità di interpretare i bisogni e trasformarli in sintesi infuse di equilibrio ed armonia. Una sfida, appunto, per il momento da giocare sperando di vincerla.

L'estetica dei comportamenti

Sono queste le motivazioni che hanno guidato la mano dei designer di Officine nell’individuare gli elementi che avrebbero dovuto accompagnare questa sfida nei tanti incontri e strumenti che avrebbero aiutato per raggiungere l’obiettivo.
I segni di questa identità vogliono essere forti per permettere un'immediata riconoscibilità ed una istintiva capacità di capitalizzazione delle azioni di comunicazioni; la cromia istituzionale declinata ripetutamente per sottolineare la complessità dell’integrazione.
Un progetto nato sotto queste costellazioni non poteva non far propri i canoni e gli stilemi della bellezza come rappresentazione dell’equilibrio e del benessere aspirato. In questi segni grafici si invoca un'etica ed una estetica dei comportamenti amministrativi che verranno.

Una sola identità per una storia comune

Abbiamo scelto la realizzazione di un'identità comune. Eppure il contesto di progettazione, la pubblica amministrazione e non un'azienda privata, ci ha immerso in nuove necessità da soddisfare. 
Se da un lato infatti abbiamo rispettato, speriamo, la richiesta di un design accattivante, abbiamo contemporaneamente cercato di trasportare questo modello all'interno della comunicazione pubblica, rendendola strutturante di soggetti al cento per cento ed esclusivamente a servizio dei cittadini.

Ma come? 

La risposta è nella complessità. Perchè da un lato la necessità di rappresentare un unico soggetto ci ha condotto alla creazione della metaidentità, dall'altro la variegata platea dei soggetti coinvolti e dei cittadini ritrova in questa unica fonte di comunicazione la possibilità di riconoscersi.

Il racconto allora si fa singolo e proprio per questa identificazione in una storia unica c'è spazio anche per chi ascolta la storia e non sono magari i narratori. Questo si rende necessario perché non c' è Progettazione integrata senza integrazione (id est partecipazione e sussidiarietà) anche all'interno della manifestazione di comunicazione.

Dall'amministrazione alla condivisione

Non c'è una comunicazione efficace senza un'amministrazione condivisa che comprende tutti gli elementi la compongono.
Perché se la comunicazione è la manifestazione del reale, allora è importante anche il reale.
Questo è un punto fondamentale tanto quanto appaia, superficialmente scontato: la comunicazione può inventare ma presto sarà scoperta. La sua vera forza risiede proprio in quella realtà che vuole riflettere.

Per comprender meglio il passaggio che è stato necessario, quando parliamo di gestione di informazione non consideriamo solamente quella ormai raffinata progettata per la brochure, ma anche la "materia grezza" della comunicazione e della pubblica amministrazione, che giace troppe volte silente nei database degli uffici.
Quelli che abbiamo appena richiamato sono stati i passaggi necessari per creare quella che più evidentemente si identifica come amministrazione condivisa: costruire le politiche insieme alla cittadinanza, intersecando partecipazione e sussidiarietà.
Ed è a questo punto che la comunicazione manifesta la sua capacità di coinvolgimento anche solamente manifestando l'esistente che ha assunto una forma intellegibile perché riorganizzata e ripensata a livello strategico.

Una comunicazione capillare

Se il panorama di riferimento è la condivisione, cambia anche l'impostazione della comunicazione. 

Si può svolgere attività di comunicazione rivolta ai cittadini e ai dipendenti pubblici per promuovere l’attuazione della sussidiarietà, usando la comunicazione sia per colmare le carenze di informazione che impediscono ai cittadini di attivarsi, sia per creare reti di soggetti pubblici e privati, accomunati dall’interesse alla cura di determinati beni comuni, ma possono utilizzare il bilancio sociale anche come strumento per valutare e valorizzare le attività svolte sulla base del principio di sussidiarietà.
In generale, si può avere un atteggiamento propositivo, non attendista nei confronti delle iniziative dei cittadini, stimolando l'emersione delle energie nascoste nelle rispettive comunità, svolgendo così un ruolo di “imprenditore” delle risorse dei cittadini.

Per questo la strategia di comunicazione è stata realizzata attraverso una impostazione della comunicazione che arrivi al singolo, attraverso l'uso soprattutto della comunicazione digitale. 

Fino all' information design

Quello che abbiamo, allora, cercato di realizzare è l'attuazione dell'information design, una disciplina che si avvale non solo degli studi, anche di stampo umanistico, che hanno al centro del loro oggetto di indagine la conoscenza, ma anche di scienze come l'ingegneria e l'architettura che si pongono quali organizzatori di informazioni e di cose.

Partendo da questo approccio, per la Progettazione integrata della Regione Calabria, Officine Einstein ha cercato di realizzare una comunicazione che spieghi cosa fare, e cosa succederà.

Un'impostazione che sembra alquanto scontata, ma che proprio in questi ultimi tempi sta invadendo e creando vecchi e nuovi ambiti della conoscenza.

Questo è stato possibile soprattutto grazie all'attenzione della Regione Calabria a dinamiche anche sovranazionali non solamente nel campo delle procedure e della pubblica amministrazione, ma anche nella gestione della conoscenza, anch'essa, a nostro parere, di stretta competenza della pubblica amministrazione (soprattutto a livello territoriale).

Allo stesso tempo, la strategia in atto ci ha reso sempre più consapevoli che la sempre maggiore complessità del mondo richiede un'opera di intelligente e creativa semplificazione, realizzando uno sforzo grande (e spesso insicuro nei suoi risultati) nella traduzione e codifica di una conoscenza troppo specialistica e chiusa.

 

La squadra

Per il Formez Pa: Gerardo Castaldo, Sabrina Giuliano

in redazione per il sito: Teta Capua, Luca Massacesi, Eleonora Ripanti, Antonello Stella, Ester Sollazzo, Annita Vitale.

 

Per OfficineEinstein: Luca Massacesi, Alessandro Ghezzi, Eleonora Ripanti, Maria Cristiana Rinaldi

concept grafico: Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic designer: Alessandro Ghezzi (Audiovisualgraphik)

Joomla designer: Eleonora Ripanti

web master e file maker designer: Maria Cristiana Rinaldi

 

Per la Regione Calabria

assessore alla programmazione: Giacomo Mancini

dirigente di settore: Luigi Zinno

dirigente di servizio: Tommaso Calabrò

 

anno: 2012-2013

 

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