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Il Tavolo sulla trasparenza comunicativa

La trasparenza della pubblica amministrazione e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni non rappresentano solo un valore etico, ma anche un fattore economico e un volano per la crescita della qualità del servizio pubblico e per la ripresa del nostro Paese.


Lo hanno dichiarato nei mesi scorsi sia l'allora presidente del consiglio Enrico Letta, che l'allora ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione Gianpiero D’Alia e il capo dipartimento funzione pubblica Antonio Naddeo.
 

 


Da quei richiami espliciti è partito Sergio Talamo, direttore area comunicazione e servizi al cittadino di Formez PA, introducendo i lavori del terzo incontro del Tavolo sulla trasparenza Comunicativa, l’iniziativa di confronto sulla comunicazione pubblica come funzione garante della trasparenza nella pubblica amministrazione avviata nel luglio 2013 dal dipartimento della funzione pubblica, che si è svolto il 18 dicembre 2013 a palazzo Vidoni.



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Trasparenza comunicativa

Oltre 1.500 gli spettatori collegati in diretta streaming, numerosi commenti via Twitter e molti nuovi aderenti al Tavolo, a dimostrazione di come il tema sia di grande interesse. Fra questi, Regione Umbria, Regione Lazio, Regione Campania, Regione Abruzzo, Miur, comune di Bologna, comune di Ascoli Piceno, ministero dello sviluppo economico, ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Aci, Università degli studi di Napoli Federico II, che si aggiungono ai partecipanti iniziali, tra cui Inps, Agenzia delle entrate, Inail, Enea, comune di Firenze, Associazione italiana della comunicazione pubblica, Ferpi (Federazione relazioni pubbliche italiana) ed esperti del settore.

 

Lo storify dell'evento


Se il decreto 33/2013 sulla trasparenza è una norma ineludibile, il punto di arrivo di un percorso iniziato più di venti anni fa con la legge 241 del ’90, come ha sottolineato Simonetta Pasqua, dirigente del dipartimento della funzione pubblica,

«rappresenta anche il punto di partenza verso un nuovo percorso orientato a migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa, che tenga conto delle difficoltà delle amministrazioni ad adempiere e delle diversità dei vari livelli istituzionali».

 

Ma, per evitare che la trasparenza si risolva in un groviglio di norme e in mero adempimento, occorre considerarla ed impostarla come un servizio al cittadino, che metta al centro i suoi bisogni, e farla passare attraverso la professionalità del comunicatore pubblico, figura ponte tra cittadino e pubblica amministrazione.

«Tra i numerosi compiti del Responsabile della trasparenza previsti dalla legislazione, ha detto Talamo, manca forse quello più importante: rilevare cosa il cittadino desidera, cosa percepisce e cosa usa, per riorientare eventualmente l’offerta come accade nel privato».


E obiettivo dei lavori del Tavolo è proprio quello di pervenire a un documento da consegnare al Ministero della pubblica amministrazione, perchè indirizzi la gestione delle policy di trasparenza, riconoscendo al comunicatore pubblico il ruolo di verificatore dell’impatto della trasparenza.

 

Un percorso che deve basarsi sulle indagini di customer satisfaction per verificare i desiderata degli utenti e su precisi standard di servizio per le prestazioni comunicative al cittadino.

 

La trasparenza della pubblica amministrazione non può neanche prescindere dal web e dalla consapevolezza che i cittadini vogliono partecipare sempre di più alle scelte delle istituzioni, come è emerso da più parti durante il dibattito.
 
Per Emilio Simonetti, dirigente del dipartimento della funzione pubblica,

«la partita dell’innovazione si gioca soprattutto sulla capacità della pubblica amministrazione di stare sul web: trasparenza, comunicazione e usabilità dei siti pubblici hanno in comune che, se non trovo un servizio o un dato sul web, non esercito un diritto. A breve sarà online sulla piattaforma “Innovatori PA” una comunità sull'usabilità dei siti web istituzionali».

 

Se è vero che gli italiani non si fidano della pubblica amministrazione (circa 73 per cento deluso nel 2013 secondo dati Istat), che l’81per cento della popolazione tra gli 11 e i 74 anni usa il web e che nel 2014 Facebook sarà la prima fonte informativa,

«la pubblica amministrazione si trova ad affrontare un cambiamento culturale forte, che non può prescindere dalla cura delle relazioni, dall’uso del digitale e dagli open data»

ha detto Michele D’Alena, raccontando la best practice “Iperbole 2020” del Comune di Bologna, che ha realizzato uno spazio partecipativo per l’Agenda digitale, mettendo a disposizione dei cittadini un blog, un form online e una serie di eventi.

«Ma occorre superare due grandi paradossi se vogliamo davvero che ci sia dialogo tra cittadino e pubblica amministrazione e che i cittadini tornino a rivolgersi alla pubblica amministrazione invece che risolvere i loro problemi attraverso forme di autorganizzazione come le “social street”. Uno è il ‘paradosso del bando’, per cui i risultati dei processi partecipativi vengono ingessati in atti amministrativi e legali che improvvisamente diventano segreti; l’altro è il ‘paradosso dell’apertura della pubblica amministrazione’, per cui c’è più apertura verso l’esterno che tra uffici e dipartimenti delle stesse amministrazioni».

 

Per Marco Barbieri, direttore comunicazione Inps,

«parlare di 'democrazia del web' è riduttivo, perchè esiste il digital divide e non ha senso ai fini della trasparenza pubblicare tutto online, prassi quest'ultima utile più a chi deve fare controlli diffusi a fini di prevenzione della corruzione, che ai cittadini».

Per Barbieri

«il Tavolo è un’iniziativa importante, cui abbiamo aderito sin dall’inizio, perché va cambiata la cultura comunicativa del sistema pubblico italiano».


Sul fatto che la pubblica amministrazione non può più fare a meno del digitale per comunicare, ma che non può neanche trascurare le esigenze e le difficoltà dei cittadini non nativi digitali, ha insistito anche Sergio Mazzei, Capo ufficio stampa Agenzia delle entrate.

 

«Spesso a domande semplici dei cittadini, corrispondono risposte necessariamente complesse da parte della PA, soprattutto in un ambito come quello delle tasse per cui, più che inseguire le mode, la PA deve trovare un modo semplice, trasparente ed efficace per dialogare con i cittadini, che non hanno bisogno solo di celerità, ma di ascolto e precisione nella risposta».


Sono intervenuti al dibattito anche: per Europe direct università degli studi di Napoli Federico II Mariano Bonavolontà, per Associazione italiana comunicazione pubblica Marco Magheri, per Azienda ospedaliera universitaria Pisana Paolo Garzella, per Formez PA Laura Manconi.

 

La road map del Tavolo per la trasparenza comunicativa
  • La prossima riunione del Tavolo sulla trasparenza comunicativa si terrà intorno a maggio 2014 a Palazzo Vidoni e sarà trasmessa in diretta streaming.

  • Sono disponibili la registrazione e i materiali degli ultimi due webinar sulla Trasparenza comunicativa, che si sono tenuti il 4 febbraio e 12 febbraio 2014. 
  • E' online il focus tematico di Formez PA comunicazione pubblica, con notizie, materiali, rassegna stampa e legislazione sul tema della trasparenza comunicativa.
  • Sulla piattaforma “Innovatori PA” è attiva una comunità sulla comunicazione pubblica (circa 1.200 iscritti) che registra interessanti scambi sulla Trasparenza comunicativa.
  • E' in programmazione l’ottava edizione del premio "La PA che si vede", dedicata alle Esperienze di trasparenza comunicativa, che sarà svolta nel 2014 e che consentirà un confronto dei migliori esempi sul territorio.
  • Linea Amica (contact center multicanale 803.001, mail e chat, www.lineaamica.gov.it) si sta attrezzando a fare da riferimento per la gestione della trasparenza comunicativa per le pubbliche amministrazioni, in termini di supporto alla rilevazione della customer satisfaction.

I resoconti degli incontri del Tavolo sulla trasparenza comunicativa


Primo Incontro 23 luglio 2013

Secondo Incontro 3 ottobre 2013

 

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