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Salotto o associazione?

Dai, facciamo qualcosa insieme…

Negli ultimi tempi mi sto chiedendo sempre più spesso come chiarire a me stesso ed in alcune occasioni agli altri quale sia la differenza tra il “discutere”, il “fare salotto” e il mettersi insieme per fare qualcosa, l’ “associarsi”.
Non parrebbe una cosa complicata: salotto e associazione non sembrano essere due termini che si prestano ad essere confusi ma voglio lo stesso analizzare la cosa più approfonditamente.

Spesso le discussioni e le associazioni (in tutte le forme possibili ed immaginabili) sono all’origine di iniziative produttive ma, talvolta, si continua a discutere e non si fa perché non si riesce a passare dalla fase salottiera a quella associativa.

 

Tra il discutere e l'associarsi

Voglio ripassarmi il significato dei due termini (www.garzantilinguistica.it)

discutere” implica esaminare qualcosa mettendo a confronto differenti opinioni muovere obiezioni, contestare; mettere in dubbio. Il termine deriva dal latino ed ha il significato di ‘scuotere in diverse parti, agitare’.
associare”, significa, mettere insieme, riunire e deriva, sempre dal latino, da “compagno”

Era come ricordavo.
Discutere implica confronto, prevede obiezioni, contestazioni, messe in discussione e, ho scoperto solo ora, deriva da scuotere.
Diversamente, associare, prevede il mettere insieme, il partecipare comune.

Si, sono decisamente due concetti differenti.

Proseguendo in questa mia “curiosa” ricerca mi sono imbattuto anche nei “salotti” e anche in questo caso ho trovato, questa volta in wikipedia interessanti spunti:

«...il luogo dove le persone amano trovarsi per conversare piacevolmente
un luogo di riunione, spesso privato, dove si riuniscono periodicamente, a cura di un anfitrione, intellettuali o personaggi più o meno noti alle cronache mondane, per dibattere o conversare su argomenti legati all'attualità culturale o politica»

 

Molti di noi amano “far salotto”.
Io stesso amo “far salotto”.
Certo, dipende dall’argomento oggetto della discussione ma, a meno che non si faccia esercizio di pettegolezzo il far salotto così come lo definisce wikipedia è senz’altro una “nobile, interessante, arricchente attività”. La stessa fonte definisce quali sono le caratteristische del “salotto”:

  • gli incontri sono liberi, spontanei e informali;
  • i partecipanti hanno una contiguità socio-culturale;
  • le riunioni hanno un interesse intellettuale, che prevale rispetto ad altri fini;
  • nel dibattimento è implicitamente riconosciuta una eguale capacità intellettuale dei partecipanti, anche in presenza di una personalità preminente.

 

Dal dire al fare

Veniamo ora a noi, alla voglia, talvolta all’esigenza di “fare qualcosa” utile per noi e, o, per il prossimo.

Cosa c’entra il mio precedente stucchevole divagare.

C’entra.
Io penso che ci sono tempi e occasioni in cui è utile e opportuno discutere ed altri momenti in cui giunge l’ora del “fare” e che, in questo secondo caso, per poter fare bisogna, se non si è soli, se si è ameno in due, associarsi e, penso anche che, nel momento in cui ci si associa bisogna che sia chiaro quello che si vuol fare (gli obiettivi del nostro associarsi) e le “regole” da seguire per raggiungerli.


Gli obiettivi sono frutto delle nostre preventive attività di salotto; le regole, invece, non sono affatto quelle del salotto ma quelle dell’associazione (qualsiasi sia la forma in cui questa si è concretizzata).

Regole!
Regole?
Regole.

Regole è un plus o un minus? E’ una cosa buona o cattiva? E’ efficienza o inefficienza?

Regole è semplicemente “necessario”.

 

Le regole talvolta ci vengono imposte (dalla legge) e in questo contesto dobbiamo riconoscere il fatto di non vivere in un paese facile. Sarebbe meglio (anzi bello) che le regole imposte dalla legge che soggetti che intendono associarsi devono rispettare fossero più semplici ma, tant’è., ci sono, sono legge e bisogna rispettarle.
Altre regole si decidono nell’ambito dell’associazione sia questa una vera e propria società sia un’altra delle miriade di forme associative prevedono. E poi ci sono statuti, regolamenti, deliberazioni assembleari e via via discorrendo

 

Quando due o più soggetti decidono di FARE qualcosa devono certamente confrontarsi ma, ad un certo punto, devono smettere di discutere, devono assoggettarsi a regole e quindi procedere nel fare.

Provo a chiarirmi meglio con un esempio.

Se fossi, ad esempio, un formatore e se avessi la fortuna di incontrarmi periodicamente con un gruppo di miei colleghi per confrontarmi su questioni attinenti la nostra medesima professione mettendola, ancora per esempio, in relazione alle modificazioni sociali e, o, alle innovazioni tecnologiche starei facendo “salotto”. Discuteremmo, ci scambieremmo esperienze e pareri, polemizzeremmo e di sicuro ne usciremmo arricchiti.

 

Se io e quegli stessi colleghi, invece, dovessimo produrre qualcosa (FARE) come, ad esempio, scrivere un libro, erogare un corso, realizzare un progetto occorre:

  • essere certi che tutti noi si voglia FARE quella cosa;
  • smettere di discutere e “metterci insieme” associarsi, anche formalmente se il progetto lo richiede, e quindi assoggettarsi a regole totalmente diverse da quelle del Gruppo di cui sopra.

 

Ovvero... associarsi è più impegnativo che far salotto

 

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