testata

La scuola latina di marketing

Esiste un gap da colmare in tante organizzazioni riguardo alla comprensione del ruolo e della natura della riflessione di marketing strategico.

Il marketing non è la pubblicità, né solo un armamentario pseudoscientifico di numeri, studi sul consumatore e ricerche di mercato. Non è (solo) un bel vestito.

Come mi capita spesso di affermare, imarketing non è una funzione, bensì un’attitudine.

E, in quanto tale, è auspicabile che sia diffusa a tutti i livelli e i settori aziendali, indipendentemente dalla funzione, la posizione, il ruolo, il biglietto da visita.

 

Le radici culturali del marketing management

Spesso anche i casi, gli esempi concreti e i ragionamenti sul marketing management provengono dalla cultura anglo sassone, come se ci fosse da imparare solo lì.

Non credo che sia così. E spero di riuscire a contribuire a promuovere L’idea di una scuola latina nel marketing e a celebrare gli esempi di eccellenza che provengono dal nostro continente e dal nostro Paese in particolare.

 

Considero che in tanti ambiti il nostro approccio abbia potenzialmente una grande efficacia sulla modernità.

La cultura di management latina proprio nella società in cui viviamo potrebbe giocare un ruolo sempre più rilevate.

Abbiamo una tradizione di accoglienza, tendiamo a non voler imporre un modello di valori egemonico.

Quella latina è una cultura di relazioni, quelle che muovono oggi lo sviluppo dei marchi. E’ fatta di finezze.

 

Un'approccio umanistico della letteratura sul marketing

Saluterei con favore l’avvento di un approccio più “umanistico” a completamento dell’idea molto quantitativa di origine anglosassone su cui ci siamo formati.

Il passaggio dal quantitativo al qualitativo nelle ricerche, il tribal marketing, i social network, sono fenomeni crescenti in cui ci troviamo a nostro agio in cui, sono convinto, che potremmo dire la nostra.

Ci credo non solo per il patrimonio che ci è dato dalla nostra storia e dalla tradizione di molte nostre aziende e marchi, per il nostro istintivo senso del bello, o, ancora, per la creatività che ci viene, come popolo, riconosciuta, ma perché si sta trasformando fondamentalmente il modo in cui i consumatori costruiscono e vivono il rapporto con il brand. E la tendenza, fortunatamente, gioca a nostro favore.

 

Ci credo perché siamo bravi a creare emozioni e siamo “culturalmente” avvantaggiati nel creare relazioni e nel dialogare.

Emozione e Dialogo sono due tra le più importanti chiavi di successo nello sviluppo delle politiche di marca del prossimo decennio.

 

Fonti

De Meo L. (2010), Da 0 a 500, Marsilio editore, ottobre 2010.

Share

Banner Pillole di buona comunicazione

Ofe4.1-sgcp

Banner volti comunicazione

Archivio

Politiche di comunicazione

Per chi si occupa di una professione capita spesso di ritenere che questa professione sia al centro del mondo. Se non altro per questo ci potrà essere perdonato quando sosteniamo che:

 
la comunicazione è tutto!

Certamente non è tutto, ma la sua trasversalità la rende simile al prezzemolo, sta bene ovunque.

 
Parleremo

quindi di strategie di comunicazione e delle conseguenti tecniche.

Parleremo di strumenti, di attività, di canali di comunicazione.

 
Sopratutto noi

di OfficineEinstein indulgeremo a rileggere la comunicazione come una competenza da saper adoperare con maestria per accompagnare il cambiamento senza indulgere alla manipolazione.