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Se anche il cantiere è un evento

Nei momenti in cui il territorio, specie quello cittadino, si trasforma, si innesca sempre una situazione di ansia per coloro che lo abitano. Il disagio dei cantieri, la paura della novità, la diffidenza sugli interessi in gioco,lo scetticismo e lo spaesamento sono gli effetti più immediati.

 

Noi di Aaland, che con OfficineEinstein ci siamo voluti dotare di un nostro house organabbiamo avuto la fortuna, lavorando per una delle imprese di costruzioni italiane più innovative, l'impresa Dioguardi, di studiare  e sperimentare se, e in che modo, è possibile mitigare gli effetti negativi delle mutazioni territoriali.

 

In realtà non si è trattato di mitigare gli esiti negativi delle mutazioni, risultato che esula dalla competenza della comunicazione, quanto di “accompagnare” il processo di attuazione di un intervento di trasformazione sostenendolo con adeguate attività di comunicazione che diano ai cittadini strumenti per comprendere e opportunità per partecipare. Ma questa frase è sostenuta da un inciso indispensabile: l'esito della trasformazione introdotta dal cantiere deve avere delle caratteristiche oggettive, o quantomeno razionali, di positività per la comunità.

 

Spesso infatti la sfiducia, la diffidenza, l’irritazione non derivano da un’opposizione ragionata, ma dalla mancanza di un’informazione corretta, tempestiva e preventiva e dall’assenza di un clima di positivo coinvolgimento emotivo.


 

Un passaggio fondamentale appreso da queste esperienze che ci hanno visto accompagnare una decina di cantieri, in una decina di città e in due nazioni diverse, è che è necessario elaborare un piano di comunicazione molto prima dell’apertura dei cantieri.

 

Questo piano, come tutti i piani di comunicazione, deve individuare i diversi pubblici coinvolti e a cui ci si intende rivolgere, pianificando, per ciascun pubblico, i messaggi e le azioni e i canali da attivare in relazione alla tempistica dei lavori e al budget a disposizione.

 

Il ruolo di Aaland


Il piano di comunicazione  è il contributo proprio che Aaland ha portato all'esperienza dei cantieri evento sviluppata operativamente da Grm, una società dell'impresa rete Dioguardi, e

costituisce l’intelaiatura di riferimento all’interno della quale procedere con una progettazione esecutiva in corso d’opera, in relazione sia ai frequenti cambiamenti e “colpi di scena” che caratterizzano generalmente l’evoluzione di un grande cantiere, sia ai contributi progettuali che possono venire dai soggetti locali con cui è indispensabile costruire un’atmosfera di fiducia e collaborazione.


 

A questo scopo nella squadra che tiene in piedi la comunicazione di un cantiere sono presenti diverse competenze: da quelle classiche di comunicazione (copy, grafica, redazione, animazione, multimedialità e audiovisivi, relazioni con i media) alla capacità di estrarre in modo quasi maieutico le informazioni dai tecnici e renderle comprensibili ed interessanti per i non addetti ai lavori, dall’attitudine alle relazioni interpersonali fino alla capacità di fornire una sorta di “assistenza sociale” quando si tratta di operare in contesti urbani difficili.

Coordinare queste professionalità ed indirizzarle per raggiungere gli obiettivi della comunicazione è il ruolo proprio del comunicatore, di colui che concepisce il piano di comunicazione e lo aggiorna costantemente con l'evoluzione del cantiere e delle reazioni della comunità al cantiere stesso. E questo è stato il ruolo, insieme alla progettazione della grafica, e alla realizzazione delle mostre di cantiere, ricoperto da Aaland nelle esperienze dei cantieri evento, in particolare nei primi.

 

Com’è nata l’idea dei “cantieri evento”


Il concetto di cantiere evento è stato sperimentato per la prima volta nel 1994 in Francia da un'intuizione di Gianfranco Dioguardi titolare dall’impresa di costruzioni Dioguardi.

L'occasione è stata la realizzazione di un parcheggio interrato sulla storica piazza dei Celestini a Lione (Céléstins chantier événement).


La Dioguardi aveva appena aperto la filiale francese (Dioguardi France) che si presentava con una brochure progettata da Aaland, particolarmente ambiziosa, che giocava sul rapporto tra il rinascimento italiano e l'illuminismo francese, le due passioni culturali del presidente dell'impresa di costruzioni.

 

Il parcheggio dei Celestini si realizzava sulla piazza (appunto des Céléstins) su cui si affacciava l'Opera di Lyon. Il quartiere più borghese di una delle maggiori città borghesi d'Europa.

Lyon. Lione, la città dell'aviatore e scrittore Antoine de Saint-Exupéry (1900 - 1944), ma anche di Bonaventura da Bagnoregio e, volendo andare indietro nel tempo, di Lucio Settimio Bassiano che dal 195 dC prende il nome di Marco Aurelio Antonino (in latino: Marcus Aurelius Antoninus, Caracalla) cioè del noto imperatore romano noto come caracalla che proprio a Lugdunum, l'antica Lyon è nato il 4 aprile del 188 dC.

 

Un cantiere importante, particolarmente impattante, che occupava l'intera la superficie della piazza (un cerchio iscritto nel quadrato della piazza) con uno scavo di oltre dodici metri di profondità su un'isola del fiume Soana.

Un cantiere che poteva trasformarsi in una debaclé, ma che proprio per l'originalità e la creatività espressa attraverso il cantiere evento è diventato una pietra miliare nel posizionamento dell'impresa Dioguardi in Francia (che ha raggiunto il suo apice con l'assegnazione della Legion d'honore a Gianfranco Dioguardi).

 

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Nulla nasce dal nulla

In linea con la tradizione di impegno sociale dell’impresa barese, nel cantiere evento di Lione hanno trovato per la prima volta una sintesi diverse esperienze condotte negli anni precedenti:

  • dai laboratorio per il recupero dei centri storici,
  • ai Laboratori di quartiere,
  • all’adozione di scuole,
  • alla creazione di scuole cantiere,
  • all'attenzione estrema sull'attività di comunicazione,
  • all'originalità nella scelta degli strumenti di comunicazione.

Le ultime due ottenute dall'integrazione tra la visione illuminista dell'imprenditore (Gianfranco Dioguardi) e la creatività e l'originalità dell'agenzia a cui si è affidato (Aaland, l'arcipelago della comunicazione).

 


Il cantiere si è così integrato con la città attraverso una serie di iniziative centrate su tre parole-chiave:

  1. informazione, per spiegare ai cittadini che cosa si stava costruendo e come;
  2. educazione, per coinvolgere i bambini facendoli sentire protagonisti, attraverso laboratori di progettazione, costruzione e animazione teatrale;
  3. formazione, per avviare al mondo del lavoro alcuni giovani disoccupati attraverso una scuola-cantiere.


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Da quel momento l’impresa Dioguardi ha sempre caratterizzato i suoi cantieri di una certa importanza come cantieri evento, attivando di volta in volta, in relazione alle caratteristiche del cantiere e del contesto circostante, iniziative specifiche ma sempre basate sugli stessi principi informatori.

 

Il cantiere evento di cui siamo più orgogliosi

Tra la decina di  cantieri evento che abbiamo seguito tra il 1994 e il 2000 probabilmente quello di cui siamo più fieri è proprio il cantiere evento dei Celestini,

perché ha rappresentato un atto di fortissima innovazione

perché è stato un investimento coraggioso che ha avuto un ritorno economico decisamente importante per l'impresa Dioguardi

perché grazie alla risonanza che ha avuto ha contribuito a far nascere in Italia presso le amministrazioni pubbliche la consapevolezza che è possibile ribaltare l’immagine tradizionale dei cantieri, da fonte di disagio in opportunità di conoscenza, di dialogo, di costruzione di consenso.

 

Oggi il termine cantiere evento è entrato nel linguaggio comune di chi si occupa di comunicazione territoriale, e tutto ciò è nato da quella prima intuizione.

 

“Comunicare il territorio”

E' possibile sposare l’interesse della collettività con l’interesse di imprese e committenti, pubblici e privati.

Questo è un importante risultato che si può raggiungere imparando a comunicare la trasformazione del territorio.

 

Il coinvolgimento dei cittadini infatti:

  • stimola il senso di appartenenza ai luoghi,
  • educa alla manutenzione urbana,
  • riduce gli atti di vandalismo,
  • previene o mitiga i conflitti,
  • facilita un regolare svolgimento dei lavori.

 

Come coinvolgere i cittadini in prima persona

Far partecipare i cittadini già al processo di progettazione è il modo migliore per coinvolgere.

Ancora adesso si pensa che non sempre è possibile, né opportuno.


E’ sempre opportuno, e dovrebbe essere vissuto come una responsabilità sociale,  una volta che il progetto sia definito, comunicarlo con strumenti e linguaggi, sia verbali, sia visivi, adatti per un pubblico di non addetti ai lavori.

 

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Comunicare il cantiere, che sempre presenta elementi sia di problematicità sia di interesse, in termini di organizzazione, tecnica, spettacolarità, è una grande opportunità.

 

Per quanto riguarda le problematicità, gli strumenti che usiamo più spesso sono:

  • i tavoli periodici con le rappresentanze dei gruppi di interesse, spesso portatori di conoscenze locali che progettisti e imprese non hanno,
  • l’informazione preventiva porta a porta su fasi dei lavori che comportano disagi o modifiche nelle abitudini e nei percorsi
  • e i punti informativi dedicati e presidiati da operatori della comunicazione.


 

Per quanto riguarda la valorizzazione del cantiere, non c’è limite alla creatività:

  • dai “balconi” di osservazione
  • alle visite guidate, reali o virtuali;
  • dal trattamento decorativo e informativo delle recinzioni
  • agli spazi espositivi;
  • dai siti web,
  • ai notiziari on line o cartacei dedicati agli eventi di animazione intorno e dentro il cantiere,

ovviamente compatibilmente con le esigenze di sicurezza.

 
La squadra

per il cantiere evento dei Celestini a Lyon

Maria Cristina Venanzi (Fratelli Dioguardi), (Dioguardi France), Luca Massacesi (Aaland)

concept e piano di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

coordinamento operativo

Maria Cristina Venanzi (Dioguardi)

rapporti con la stampa

Loredana Giudici (Grm)

concept grafico

Luca Munarii (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1994-1995

 

Sigle archivio Aaland

area37 (allestimento laboratorio di cantiere)

dio97 (progetto di comunicazione)

dio104 (logo e coordinamento dell'identità)

 

Leggi anche

Massacesi L. (2013),  Se anche il cantiere è un eventoin OfficineEinstein, 22 marzo 2013.

Rinaldi C. (2014), La civiltà dell'Aqua Druvéda, in OfficineEinstein, 8 febbraio 2014.

Rinaldi C. (2014), Sondaggi on the road, in OfficineEinstein, 18 aprile 2014.

Rinaldi C. (2014), Quando il cantiere prende la parola, in OfficineEinstein, 18 maggio 2014.

Rinaldi C. Massacesi L. (2014), L'identità dei cantieri, in OfficineEinstein, 22 gennaio 2014.

 

Fonti

www.grmsit.com


www.urbanitalia.net


www.avventuraurbana.it

 

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Politiche di comunicazione

Per chi si occupa di una professione capita spesso di ritenere che questa professione sia al centro del mondo. Se non altro per questo ci potrà essere perdonato quando sosteniamo che:

 
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Certamente non è tutto, ma la sua trasversalità la rende simile al prezzemolo, sta bene ovunque.

 
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Parleremo di strumenti, di attività, di canali di comunicazione.

 
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