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La civiltà dell'Aqua Druvéda

Aqua Druveda: acqua macinata. La civiltà dell'acqua è il cantiere evento che ha accompagnato i lavori di posa del teleriscaldamento nel centro storico di Reggio Emilia, dalla primavera del 1996, raccontando ai reggiani un suggestivo passato in cui un'altra energia rendeva ricca la citta alimentando la città: l'acqua che scorrendo nei canali, azionava mulini, magli ed opifici.

 

L'acqua, ovvero l'energia. Non a caso “La secchia rapita”, un poema in ottave di argomento eroicomico, scritto da Alessandro Tassoni nel 1614, pubblicato a Parigi nel 1622, narra la storia del conflitto tra Reggio e Modena al tempo dell’imperatore Federico II. La secchia di legno è quella che  i modenesi, fermatisi presso un pozzo per dissetarsi, portarono via come trofeo di guerra, ma il Secchia è anche il nome del fiume a mezzavia, appunto, tra Modena e Reggio.

 

Druveda e non solo

Anche masneda e lugheda, è l'acqua dei reggiani: usata, lavorata, sotterranea. Una forza profonda che, come nel passato, continua a produrre energia cittadina, grazie al progetto del teleriscaldamento. Un cantiere evento che ha proposto appuntamenti per l'animazione, la cultura, la riscoperta di una presenza che aveva segnato la storia di Reggio, ma di cui si stava perdendo memoria.

 

Un cantiere si aggirava...

Così come

«un fantasma si aggira per l'Europa...»

così

«un cantiere si aggira per Reggio Emilia..

La caratteristica del cantiere Agac per la rete di teleriscaldamento nel centro storico era di essere un piccolo cantiere, molto invasivo, che si aggirava per tutte le strade e stradine del centro storico di Reggio Emilia; un cantiere mobile, che si spostava nella città, spostandone i disagi. Dove finivano, nuovi se ne aprivano, altrove.

Per questo motivo il fil rouge del cantiere evento Aqua Druveda sono state la cartografia storica e le planimetrie di Reggio Emilia.

 

Il logo del cantiere evento

Un marchingegno idrico, un ingraggio che trasformava il flusso delle acque in sollevamento, battitura, rotazione, è, dunque, il marchio del cantiere evento, che accompagna per tutto il periodo dei lavori che hanno portato l'energia sotterranea nel centro storico della città.

Si tratta di un macchinario progettato nel 1588 per sollevare l'acqua ad una "ragionevole" altezza ed utilizzare la forza della sua caduta come fonte di energia. Quindi come motore economico.

Un'immagine per sintetizzare il progetto dell'Agac e le sue conseguenze: movimento, forza, energia pulita. In altre parlo benessere e civiltà, ancora una volta, con e  attraverso l'acqua.

 

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Visite guidate alla riscoperta dell'aqua druveda

E' stata studiata e disegnata una mappa dei canali e dei “marchingegni” idrici che facevano parte della storia di Reggio Emilia, per costruire gli itinerari delle visite guidate nel centro storico, riscoprendo così una storia poco conosciuta.

Una segnaletica dettagliata, con icone progettate molto personalizzate, è stata affissa nei luoghi dove sorgevano tintorie, filatoi, concerie, mulini da grano, folli e opifici vari. Riscoprendo una civiltà industriale precedente l'invenzione del motore a vapore.

Studi sulla topografia urbana svelavano nuovi indizi: via bell'aria, dove una volta operavano le concerie, via dei mulini, ...

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Le fonti di Orlando, il furioso

Le visite guidate alla riscoperta dell'aqua druveda a Reggio Emilia partivano da quattro punti del centro storico della città.

Per segnalare ai cittadini questi punti di raduno si sono progettate, insieme allo scultore bolognese Nicola Zamboni che le ha realizzate, quattro sculture in legno e rame di due o tre metri di altezza che rappresentavano i movimenti base degli ingranaggi mossi dall'acqua:

  • lineare, circolare
  • lineare, alto basso
  • lineare, lineare
  • lineare, basso alto.

 

Il movimento di ognuno di questi ingranaggi, realizzati rigorosamente in legno, veniva esaltato da un'intervento artistico basato sui versi e i personaggi del principale poeta e commediografo reggiano: Ludovico Ariosto.

Figlio della nobildonna reggiana Daria Malaguzzi Valeri, e autore di “L'Orlando furioso”, un poema cavalleresco, pubblicato nella sua edizione definitiva nel 1532, dopo 16 anni di scrittura e rifinitura, il poema, composto da 46 canti in ottave (38.736 versi in totale), ruota attorno al personaggio di Orlando, a cui è dedicato il titolo, e a numerosi altri roboanti personaggi. L'opera, riprendendo la tradizione del ciclo carolingio e in parte del ciclo bretone, si pone a continuazione dell'incompiuto Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo.

 

A Reggio Emilia gli ingranaggi mossi dai reggiani, che si sostituivano all'acqua che ormai non scorreva più in modo visibile per la città, animavano giostre e duelli cavallereschi.

 

Il notiziario porta a porta

Insieme alla cartografia della riscoperta dell'aqua druveda e alle mini guide dei percorsi delle visite guidate sempre sotto la testata “Aqua druveda” si è proseguita la “tradizione“ dei notiziari, agili e articolati, distribuiti porta a porta.

Solo che in questo cantiere evento le porte cambiavano.

Infatti mentre nella tradizione dei cantieri evento i destinatari del notiziario porta a porta erano sempre gli stessi abitanti, quelli della prima fascia di impatto dei disagi procurati dal cantiere, a Reggio Emilia il principio veniva confermato ma, dato che il cantiere si muoveva, gli abitanti della prima fascia di impatto dei disagi procurati dal cantiere, cambiavano man mano che i lavori andavano avanti.

 

La segnaletica per il traffico

Il cantiere Agac per la rete del teleriscaldamento nel centro storico apriva trincee lungo le strade del centro storico. Trincee di dimensioni contenute ma che , in diverse fasi, hanno portato a dover modificare i flussi del traffico automobilistico, e, in alcuni casi, anche pedonale.

 

Il logo del cantiere evento, diventato ormai familiare a tutti i reggiani è stato dunque utilizzato sia per segnalare con opportruni leaflet i cambiamenti di traffico che per la segnaletica stradale che indicava gli accessi interdetti e i percorsi alternativi.

 

L'evento finale

Un cantiere evento si dovrebbe aprire con una festa, ma in genere non si fa in tempo perché la comunicazione viene vissuta come problema quando il cantiere è già aperto o si sta per aprire. Un cantiere evento si deve chiudere con una festa.

Questo è avvenuto a place des Celestines a Lyon con artisti da strada che occuopavano al piazza restituita all città con i commercianti e gli abitanti che si affacciavano sulla piazza che hanno portato da mangiare per tutti.

Così è stato a Nandy, quando si è chiuso il cantiere di residence d'Arvigny.

Così è stato anche per Reggio Emilia.

Una grande festa nella piazza del teatro dove, una delle prime volte in Italia, su uno schermo d'acqua alto come la facciata del teatro, sono stati proiettati gichi di luce, immagini e filamti, mentre sul palco si è svolta una serata per premiare e complimentarsi con i giovanissimi talenti letterari reggiani che nell'ambito del cantiere evento e in stretta collaborazione con le scuole avevano creato delle composizioni sul tema dell'acqua e dell'acqua druveda.

 

 

La squadra

per Grm

Maria Cristina Venanzi (Dioguardi) e Loredana Giudici (Grm)

concept e piano di comunicazione

Maria Cristina Venanzi

consulenza di comunicazione

Luca Massacesi (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

coordinamento operativo

Maria Cristina Venanzi (Dioguardi)

rapporti con la stampa

Loredana Giudici (Grm)

naming

Luca Massacesi

concept grafico

Luca Munari (Audiovisualgraphik)

graphic design

Maria Cristiana Rinaldi (Audiovisualgraphik)

anno

1996-1997

sigle archivio Aaland

grm1 (consulenza di comunicazione)

grm2 (progettazione sculture)

grm3 (logo e coordinamento dell'identità)

grm4 (evento 14 giugno1996)

grm5 (segnaletica di cantiere)

grm6 (eventi estivi)

grm7 (visite guidate)

grm9 (il 1997)

grm10 (Cd rom con le scuole)

grm11 (evento finale 27set97)

 

Leggi anche

Massacesi L. (2013),  Se anche il cantiere è un eventoin OfficineEinstein, 22 marzo 2013.

Rinaldi C. (2014), La civiltà dell'Aqua Druvéda, in OfficineEinstein, 8 febbraio 2014.

Rinaldi C. (2014), Sondaggi on the road, in OfficineEinstein, 18 aprile 2014.

Rinaldi C. (2014), Quando il cantiere prende la parola, in OfficineEinstein, 18 maggio 2014.

Rinaldi C. Massacesi L. (2014), L'identità dei cantieri, in OfficineEinstein, 22 gennaio 2014.

 
Fonti

www.grmsit.com


www.urbanitalia.net


 

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