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L’ingegnere che fa il calzolaio

Il suo percorso è sicuramente atipico, di quelli che non ti aspetteresti. Lui si chiama Sergio Dell’Aglio, ha 28 anni e, a pochissimi mesi dalla laurea in ingegneria ambientale, ha deciso di aprire una calzoleria, coronando il suo sogno di sempre e proseguendo la tradizione.

Così, ai primi di gennaio, ha riaperto La Celere, storica bottega nel cuore di Casalmaggiore (Cremona), recuperando la tradizione di famiglia: erano infatti calzolai sia il nonno che il trisnonno.
Sergio, sei quasi ingegnere ma alla professione per cui hai studiato preferisci la bottega. Come mai?

«Sin da bambino sapevo che avrei fatto il calzolaio, ho sempre amato i lavori manuali e d’altronde sono cresciuto in bottega insieme a mio nonno, alle elementari facevo qui i compiti, poi crescendo l’ho aiutato, e di fatto ho rubato questo lavoro con gli occhi e col tempo ho acquisito esperienza e manualità».


Certo che però all’università hai scelto un corso decisamente non facile…


«Dopo il diploma da geometra non avevo le idee chiare, sapevo che non avrei mai voluto fare un lavoro d’ufficio, mi sono iscritto a ingegneria ambientale per un discorso di completezza, per interesse e per tenermi eventualmente aperta una porta, ma da sempre so che voglio fare il calzolaio».


Quali difficoltà hai incontrato nell’aprire la bottega?


«Ho dovuto cercare un nuovo locale perché la bottega del nonno era stata venduta, anche se ho usato il suo vecchio nome che qui a Casalmaggiore è storico e noto da mezzo secolo. Per fortuna i macchinari e gli strumenti non ho dovuto acquistarli, sto usando quelli che usava lui e che sono in ottimo stato. Altrimenti, se avessi dovuto comperarli, l’avrei fatto comunque, ma di sicuro avrei dovuto indebitarmi parecchio. La promozione invece la faccio in modo tradizionale, col passaparola tra clienti e commercianti, i miei amici mi fanno pubblicità tramite Facebook».

140131 calzolaio 

Pensi che aver studiato fino alla laurea possa esserti d’aiuto nel tuo lavoro?


«Di sicuro mi sta dando elasticità e apertura mentale, e un’attitudine a ideare soluzioni mai adottate prima. Certo, l’ingegneria non è applicabile nel modo più concreto e diretto, ma aver studiato apre la mente e aiuta nel ragionamento. D’altronde, quello del calzolaio non è un mestiere semplice come si può immaginare: oggi poi ci sono materiali che prima non c’erano e di scarsa qualità, e bisogna trovare alternative nuove per accontentare i clienti che sono sempre più esigenti».


Oggi secondo te l’artigianato può essere una risposta alla crisi?


«L’artigianato oggi non può ma deve essere la risposta alla crisi. Abbiamo perso il lavoro di qualità nelle scarpe e anche nell’abbigliamento, e se fino ad oggi la gente buttava via ciò che si rompeva, oggi con la recessione le cose rotte si portano ad aggiustare. Per questo è importante recuperare il lavoro manuale, i mestieri della tradizione».

 

E tu nel futuro come ti vedi?


«Mi vedo calzolaio, sicuramente. Poi un domani mi piacerebbe anche imparare a farle, le scarpe, ma per ora ho appena aperto, devo prendere il ritmo e ingranare per bene».


Fonti

La foto è tratta dal sito La Provincia di Casalmaggiore-OglioPo, su cui potete leggere anche un interessante articolo su Sergio Dell’Aglio e la sua scelta di vita.

Laureati artigiani

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