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Crowdsourcing: puntare sulla collaborazione

Crowdsourcing:  l'espressione nasce dall'unione dei termini inglesi "crowd" (folla, calca) e "source" (sorgente, origine). Indica la pratica sociale di collaborazione di massa a progetti o processi complessi attraverso internet. Perché non utilizzarla, da parte delle amministrazioni pubbliche, per progetti di interesse generale?

Crowdsourcing indica la pratica, sempre più diffusa, di consultare la comunità virtuale per la ricerca di soluzioni, idee e contenuti. Oggi le imprese, o i singoli individui, hanno potenzialmente a disposizione le competenze di tutti: della folla, della gente, disseminata nella rete, collegata dalla rete. Il gergo  aziendale ha spinto le conseguemze della pratica fino agli estremi; con crowdsourcing in alcune aziende si intende "affidare all'esterno parte delle proprie attività", diventa cioé, come risultato, sinonimo di outsourcing ma utilizzando metodi e dinamiche organizzative ed economiche differenti.

 

Crowdsourcing come collaborazione gratuita

Il Crowdsourcing viene utilizzato anche in un altro senso, parzialmente differente, che indica la disponibilità a collaborare gratuitamente a progetti condivisi dove perfetti sconosciuti, hobbisti e appassionati contribuiscono con il lavoro e il tempo necessario al raggiungimento degli obiettivi comuni. Il lavoro impiegato, nonostante le differenti tecniche di coordinamento, può essere anche altamente specializzato e ad alto contenuto tecnologico come nel caso dell'Open source.

 

Gli esempi di crowdsourcing sono moltissimi: da Wikipedia alle ricerche dopo un disastro aereo, dalla sceneggiatura collettiva di un film di Hollywood ai manuali on-line del fai da te fino a progetti di ricerca astronomica. Ma il crowdsourcing è, sopratutto, una nuova pratica sociale di collaborazione dal basso. Perché mai le amministrazioni pubbliche non dovrebbero ricorrerci, tanto più se stanno tutelando un interesse generale o manutenendo un bene comune?

Siamo di fronte ad un nuovo link sociale: una pratica sociale (collaborativa e volontaria), che utilizza un metodo legato alle tecnologie digitali (crowdsourcing), che si applica su una visione moderna dell'amministrare (l'amministrazione condivisa). Il tutto utilizzato per la difesa dell'interesse generale.

 

Il risultato, secondo i sostenitori di questa tesi, è di alta qualità, paragonabile a quello che si otterrebbe con l'utilizzo di professionisti pagati per eseguire la prestazione richiesta, e in tempi spesso molto minori.

 

Il coraggio di un'amministrazione condivisa

Se noi accettiamo di abbandonare il principio dualistico imperante nelle amministrazioni pubbliche figlie genetiche delle amministrazioni reali e adottiamo il principio collaborativo e democratico dell'amministrazione considivisa, cioé dell'amministrare insieme, Stato e cittadini, il corto circuito è quasi automatico. Il modello economico, perseguito dall'Unione europea nel ridistribuire i finanziamenti raccolti dagli Stati membri incentivando lo sviluppo locale si scontra con un'esperienza spesso deludente. Uno dei principali problemi metodologici con i quali si scontra è la difficoltà (particolarmente forte in Italia) di monitorare l'attuazione dei progetti finanziati. Perché non affidare questo compito alla comunità che fruirà dei benefici del completamento dell'operazione finanziata? L'esperienza quasi decennale del crowdsourcing (l'espressione nacque nel 2006 con un articolo di Jeff Howe pubblicato da Wired) ci fornisce la metodologie e gli strumenti per rendere questo controllo sociale dal basso una concreta possibilità. Ora è responsabilità delle amministrazioni più illuminate superare il modello binario dell'amministrazione pubblica e applicare l'ultimo conìmma dell'articolo 118 della Costituzione.

 

Per saperne di più

il sito dedicato: http://crowdsourcing.typepad.com/cs/

Il libro pubblicato: http://www.randomhouse.com/book/83579/crowdsourcing-by-jeff-howe/9780307396204/

 

Fonti

Green Business

Ferpi (Estelle Raffaele)

Wikipedia.it

Estellés Arolas, E.; González Ladrón-de-Guevara, F. (2012) Towards an integrated crowdsourcing definition. Journal of Information Science. Vol 38. n. 2. pag.189

 

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Sviluppo e identità locale

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