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Il rapporto Municipium 2012

«Nei comportamenti di tutti i giorni, alle prese con la quotidiana fatica del vivere in città, sempre maggiori quote di cittadini, grazie anche alla tecnologia, ma soprattutto ad una maggiore consapevolezza, sperimentano, almeno parzialmente, nuove modalità per semplificare i processi, abbattere gli impatti sull'ambiente, ridurre gli sprechi».

 

Si apre così il rapporto "Municipium 2012" realizzato dal Censis e dalla Rur (Rete urbana delle rappresentanze), associazione promossa dal Censis per valorizzare le città italiane e recensito da Maria Cristina Marchetti su labsus.org.

Il rapporto, presentato il 13 dicembre a Roma, alle Scuderie di Palazzo Altieri, in via di santo Stefano del Cacco, declina i risultati di un'indagine condotta a livello nazionale sui sistemi urbani, a partire dalle scelte quotidiane dei cittadini riguardanti la mobilità, i servizi e le tecnologie digitali, la gestione dei rifiuti e l'uso dell'acqua, la casa, fino a indagare sul senso di comunità. Emerge chiaramente che i cittadini sono  più avanti delle istituzioni nel promuovere l'innovazione, che i comportamenti sociali sono più avanti dell’organizzazione urbana. E questo, purtroppo, non stupisce. Ormai sono passati lustri dall'ultima volta che, in quasi tutti i campi, le amministrazioni pubbliche italiane sono state avanti ai cittadini che la sostengono economicamente. 

 

Cittadini e vita quotidiana: il ruolo della tecnologia

Come si legge nel rapporto i maggiori cambiamenti sono da ricondurre all'utilizzo delle tecnologie. Il 66,2 percento delle abitazioni in città è in rete grazie all'Adsl e il 44,4 percento attraverso il Wifi domestico; al Nord l'8,7 percento delle case è connesso alla rete in fibra ottica, mentre al Sud questa percentuale scende all'1,4 percento. Il 24,8 percento degli italiani che vivono nei centri urbani controlla online il conto bancario, il 37,9 percento lo fa presso lo sportello bancario e il 9,8% per mezzo del bancomat.

 

Raccolta differenziata, risparmio energetico: gli italiani chiedono di più

In netta crescita la dimestichezza degli italiani con la raccolta differenziata dei rifiuti: il 67,5 percento degli italiani che vivono in città affermano di aver ricevuto adeguate informazioni e di essere a conoscenza delle regole di base, il 20 percento non ha ancora le idee chiare al riguardo e il 12,5 percento si dichiara del tutto disinformato. Notevoli i divari tra il Nord e il Sud del paese: nelle città del Sud ben il 30 percento dei residenti afferma che non esiste un sistema di raccolta differenziata nel proprio quartiere. Un altro luogo comune che trova, purtroppo conferma.

In netta crescita la consapevolezza dei cittadini nei confronti del risparmio energetico. Il 32,7 percento dei cittadini che dichiarano di avere intenzione di acquistare un'abitazione nel 2013, ricerca un alloggio ad elevate prestazioni energetiche (in classe A o B). Nei centri urbani con una popolazione compresa tra 10mila e 50mila abitanti, dove i prezzi degli immobili sono meno condizionati dalla rendita urbana, il tema è centrale: in questo caso la percentuale di persone interessate a un’abitazione ad elevate prestazioni sale al 40%, contro il 25% delle grandi città.

 

Limiti e potenzialità del cambiamento
L'ultima sezione dell'indagine si concentra sulle opinioni dei cittadini rispetto ai fattori che limitano le potenzialità della propria città. In questo caso le risposte non lasciano dubbi:
l'inefficienza della macchina pubblica e la cattiva performance della politica locale sono indicate dal 36-37 percento del campione come principale limite al cambiamento.
Al terzo posto, con valori leggermente più bassi, si colloca il deficit infrastrutturale, segnalato da quasi il 33 percento degli intervistati.
Nei centri di dimensione minore è più forte il peso dei fattori relazionali, quali la mancanza di collaborazione tra i soggetti locali e la mentalità della gente.
Per quanto riguarda la fiducia nei soggetti locali, il volontariato e nell'associazionismo si collocano al primo posto con 33 percento dei consensi, confermando, in ascesa, il dato positivo già emerso nel rapporto del 2008.
 
Prospettive per il futuro

L'indagine evidenzia già dal titolo l'esistenza di un divario tra i comportamenti dei cittadini e l'organizzazione dei centri urbani che rischia di essere d'ostacolo alle istanze di innovazione espresse dai cittadini stessi. Su questi temi il dibattito è aperto e richiama l'Agenda digitale promossa dal governo (meglio tradì che mai), quale strumento finalizzato a favorire lo sviluppo, la crescita occupazionale, ma anche la coesione sociale e l'innovazione. Si delinea un percorso che vede mutare il rapporto tra cittadini e istituzioni, alla ricerca di quella "rivoluzione collaborativa", che rischia di trovare impreparate le istituzioni.

 

Fonti

Labsus.org

 

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