testata

Il Sistema museale dell'Umbria

Il Sistema museale dell'Umbria è una realtà riconosciuta in campo nazionale come primo e riuscito esempio di applicazione su scala regionale di una politica di integrazione dei servizi museali. La legge regionale 24 del 2003 fissa le norme per il sostegno alle attività di salvaguardia e valorizzazione dei musei aderenti al Sistema museale dell'Umbria.

Interventi sono inoltre possibili attraverso i fondi europei (Linea B2 Por Fesr 2007-2013) e nazionali, quali ad esempio i fondi per le aree sottosviluppate (Fas 2007-2013).

 

La politica caratterizzante l’azione regionale in campo museale ha sempre promosso l’organizzazione in rete dei musei locali, per incardinare su di essi un’attività di conservazione e di valorizzazione sociale ed economica rivolta alla globalità del patrimonio culturale.

 

Oggi il Sistema museale dell’Umbria è una realtà riconosciuta in campo nazionale come primo e riuscito esempio di applicazione su larga scala di:

  • servizi,
  • provvedimenti amministrativi,
  • soluzioni organizzative,
  • indirizzi culturali,
  • contenuti scientifici
  • e supporti tecnici

atti ad ottimizzare i risultati gestionali dei musei.

 

La rete è aperta a tutti i musei, le raccolte e i siti di interesse locale. Possono aderire al Sistema tutti i soggetti proprietari di collezioni, siano essi pubblici, ecclesiastici o privati.

 

I musei del Sistema museale dell’Umbria hanno un bacino di utenza di circa un milione di visitatori l’anno, svolgono attività didattica rivolta alle scuole e a pubblici diversi, contribuiscono alla promozione integrata del territorio regionale.

 

Il Sistema museale dell’Umbria fa scuola. Di recente è stato avviato il servizio "Sicilian Museums", che individua, ad oggi, 113 realtà (l'elenco fornito dall'assessorato alla Cultura e identità siciliana) tra cui musei, fondazioni, siti archeologici nel territorio siciliano a cui si  applicheranno politiche di sviluppo prendendo ad esempio realtà funzionanti ed esemplari come quella umbra.

 

Speriamo che l'esperienza si allarghi a tutte le Regioni italiane. L'Italia se lo merita. I nostri avi ce l'impongono moralmente. La cultura è l'immenso patrimonio da cui dovrà dipendere il rilancio della nostra penisola.

 

Fonti

ideatre60.it

Share

Sviluppo e identità locale

Potrebbe essere una delle sfide che la società moderna deve vincere per recuperare un equilibrio sostenibile nel suo sviluppo: ancorarlo al territorio riducendo il bisogno del trasferimento di merci, persone, funzioni e servizi.

La sfida è particolarmente intrigante

in Italia il paese dei cento comuni, in realtà degli 8.092 comuni. 5.683 dei quali al di sotto dei cinquemila abitanti. Rappresentano ancora un’Italia “minore” per la popolazione che vi risiede (circa un sesto del totale), ma è quella che contribuisce al carattere inconfondibile del nostro Paese.

Con l'Unione europea

Se, da una parte, l'Unione europea da un paio di decenni promuove e finanzia lo sviluppo locale, dall'altra i risultati sono insoddisfacenti. Per l'incapacità delle Regioni di gestire il processo? In questa sezione cercheremo di capire cosa si può fare per incentivare l'efficacia degli investimenti e sviluppare una forte economia locale.