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Fondi europei: metonimia italiana

In occasione della presentazione del rapporto CongiunturaRes della Fondazione Res il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia è intervenuto sull'attuale situazione della programmazione europea e sulle sfide che attendono il nuovo ciclo.

Un intervento che evidenzia la profonda compenetrazione tra lo stato del nostro territorio e le specifiche risposte che possono essere date anche dalla coesione. Quasi uno riflesso nell'altro. Quasi come se la riflessione sul miglior utilizzo dei fondi europei non sia altro che l'occasione "speciale" per parlare del miglior utilizzo del nostro patrimonio. Del resto, cosa c'è da meravigliarsi, se siamo anche noi Europa?

 

Un'azione anticiclica che contrasti la recessione

Nell'intervento, il ministro denuncia la dispersione dei fondi europei stanziati per il settennato 2007-2013, chiedendo una maggiore attenzione alla definizione di obiettivi raggiungibili.
Tra questi il ministro evidenzia la possibilità di investire in provvedimenti per l'occupazione giovanile, l'offerta di tirocini e la lotta alla povertà. Ambiti nei quali la pressione paralizzante della burocrazia si fa sentire di meno.
Ma oltre a questo è importante pensare anche alle imprese del Mezzogiorno: rafforzamento del credito, fondo nazionale di garanzia, finanziamenti a tassi agevolati per l'acquisto di attrezzatura. Queste alcune azioni individuate dal ministro. 

La sfida per il Mezzogiorno: puntare su interventi che non causino dispersione delle risorse e che contemporaneamente siano antirecessive.

 

Governo e governance

Altro punto: la governabilità. Riportiamo così come è il passaggio dedicato: 

 

«Dopo diversi cicli che si sono caratterizzati per una elevata inefficienza nell’utilizzazione dei fondi europei, occorre mettere mano a una riforma complessiva del sistema che preveda una maggiore possibilità di “pilotaggio” da parte del governo nazionale. Infatti i paesi che nel passato sono riusciti a usare meglio queste risorse, pur se caratterizzati da strutture istituzionali decentrate di tipo federale (pensiamo, ad esempio, alla Spagna o alla Germania), hanno mostrato di avere una forte capacità di coordinamento nazionale.»

 

Anche da questo punto di vista infatti, il pericolo è moltiplicare le autorità predisposte per le decisioni di spesa, frammentando e rallentando il processo.

 

Difendere il patrimonio

Quale strategia allora? Puntare sulla ricchezza locale del mezzogiorno, che trova riscontro e domanda anche a livello internazionale.
Difendere il patrimonio della tradizione che significa iniettare "potenti dosi di innovazione":

 

«Ci sarà una crescente presenza di visitatori dai paesi emergenti, quindi un turismo di qualità potenzialmente molto forte; ci sarà anche una tendenza a richiedere prodotti agricoli o agroindustriali di elevata qualità; ci sarà una crescente domanda di prodotti che incorporano un elevato contenuto di innovazione dal punto di vista della qualità ma anche dal punto di vista del marketing e della comunicazione. Bisogna dunque lavorare su queste risorse cercando di rafforzare delle tendenze in atto, che vediamo confermate dai dati sul turismo, sui beni culturali e ambientali, sul consumo di beni agricoli di qualità.»

 

Un contenuto questo che il ministro lega indissolubilmente al metodo: se infatti la priorità rimane il miglioramento della spesa dei fondi europei, è altrettanto importante costruire un contesto favorevole a questi interventi.

 

Incidere il contesto istituzionale

Lavorare, quindi, per una burocrazia più snella, il capitale umano, l'efficienza della pubblica amministrazione, l'efficienza della giustizia; insomma un'azione per "incidere in profondità sulla qualità del contesto istituzionale".

Una scelta profondamente politica, avverte Trigilia, che richiede una forte volontà politica nell'analisi e nella verifica dello stato attuale, in nome della razionalità.

L'intervento si conclude con un'affermazione che altrove sarebbe abbastanza scontata, in Italia rivoluzionaria e che oggi, permettetemi di dirlo, appare quasi impossibile:

 

«Verrebbe asciugata l’acqua dove proliferano comportamenti opportunistici, clientelari e assistenziali che condizionano il contesto istituzionale, e così si creerebbero basi più solide per un ambiente culturale, sociale e economico più favorevole ad uno sviluppo autonomo.»

 

Ma poi guardiamo le bellezze del Mezzogiorno e pensiamo che sia impossibile che questo patrimonio possa non essere al centro dell'interesse collettivo, contro comportamenti opportunistici, clientelari e assistenziali. 

 

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