testata

Bonifiche culturali

In Italia quante volte vediamo finestre "murate"? Le nostre città, ma anche aree rurali, sono ricchissime di insediamenti di origine industriale completamente abbandonati, che spesso diventano ricettacoli di sporcizie, degrado e luoghi proibiti dove potrebbero nascere problemi legati alla sicurezza.


Perchè lasciare spazi nati nelle periferie successivamente inglobati in quartieri non più così lontani dal centro, per il veloce sviluppo architettonico?
Planimetrie Culturali, un'associazione culturale di Bologna, li definisce Non-luoghi che nel loro progetto dovrebbero essere attraversati e sentiti come sicuri e vivibili da parte dei cittadini. Strutture in stato di spreco che aspettano di trovare un senso ed un uso funzionale alle caratteristiche che hanno.

 

Bonifiche culturali

Quel lasso di tempo che passa tra che l’area entra in disuso fino al momento in cui invece si dà il via ai lavori per la sua reale destinazione (riconversione, smantellamento, trasformazione, ...) è il periodo che interessa a Planimetrie culturali.

 

Quindi la riqualificazione delle aree dismesse di Bologna, attraverso “bonifiche culturali” di tipo temporaneo è l'obiettivo principale.
 La “bonifica culturale” è itinerante per definizione, è un modo nuovo di attraversare questi spazi con produzioni ed eventi culturali a 360 gradi.

Ogni bonifica va studiata ad hoc ed è diversa per ogni area e per ogni stabile, nel rispetto della posizione geografica che questi spazi hanno nella città, delle peculiarità strutturali e delle potenzialità che ogni luogo esprime.

 

20140221 sil mome

Mostra mercato oggetti artigianali riciclati

 

Obiettivi generali
  • Mappare la città di Bologna individuando le aree dimesse e gli spazi in disuso.
  • Studiare ed analizzare ogni area per ottenere un quadro completo di ogni situazione.
  • Attivare la “bonifica culturale” dell’area individuata, promuovendo attività ed eventi culturali a 360 gradi all’interno di questi spazi.

 

Ricicla, riusa, ricrea
  • Instaurare un rapporto con il quartiere diventando parte attiva di esso, coinvolgendo direttamente i cittadini di ogni età (dalla comunicazione alle attività).
  • Promuovere una cultura che si basa sul risparmio energetico, sul riciclaggio e sull’ecologia.
  • Organizzare workshop e attività laboratoriali di tipo artistico (teatro, musica, danza, comunicazione, arti visive e cinematografiche).
  • Curare eventi culturali che possano ospitare i risultati prodotti dai laboratori interni allo spazio.

 

20140221 sil Art-Recycle

Quattro fustini riciclati-per-riciclare fuori il nuovo spazio espositivo temporaneo

 

Lavorare sullo “spreco”, ottimizzandolo 


In un primo momento l’area viene ripulita e illuminata e solo in un secondo momento, quando l’area è stata messa in totale sicurezza, si passa alla costruzione scenografica ed artistica che caratterizzerà gli spazi, dando loro una nuova vita.


E’ importante sottolineare che per il progetto Planimetrie culturali non è importante stabilirsi all’interno di uno spazio per tempi lunghi e indeterminati, in quanto per sua natura, questa idea vuole attraversare più spazi e portare la “bonifica” attraverso tutte le periferie e presunte tali, della città.

Essenziale stabilire all’inizio un periodo che possa permettere al progetto di svilupparsi e dare frutti proporzionati alla tipologia dello spazio interessato.

 

Tre destinatari della “bonifica culturale”
  • la città: restituire ai cittadini i “non-luoghi” , le aree pericolose, degradate e in stato di abbandono.
  •  le associazioni culturali che vivono in una costante ricerca di spazi dove mettere in atto i propri lavori, mettendole in rete e dando loro visibilità.
  • un target trasversale sia per quanto riguarda l’età ma anche l’estrazione sociale, ritenendo un valore fondamentale ed una ricchezza inesauribile la diversità e la commistione dei generi.

 

20140221 sil essere non  20140221 sil uno scatto

Essere non essere quando sei il dilemma               Uno scatto al giorno toglie il medico di torno

 

Fonti

 

Luciano Vecchi, di fatto, ormai, un nostro corrispondente

Planimetrie culturali

Senza filtro

 

Per approfondire

Riciclo urbano e bonifica culturale

Share

Sviluppo e identità locale

Potrebbe essere una delle sfide che la società moderna deve vincere per recuperare un equilibrio sostenibile nel suo sviluppo: ancorarlo al territorio riducendo il bisogno del trasferimento di merci, persone, funzioni e servizi.

La sfida è particolarmente intrigante

in Italia il paese dei cento comuni, in realtà degli 8.092 comuni. 5.683 dei quali al di sotto dei cinquemila abitanti. Rappresentano ancora un’Italia “minore” per la popolazione che vi risiede (circa un sesto del totale), ma è quella che contribuisce al carattere inconfondibile del nostro Paese.

Con l'Unione europea

Se, da una parte, l'Unione europea da un paio di decenni promuove e finanzia lo sviluppo locale, dall'altra i risultati sono insoddisfacenti. Per l'incapacità delle Regioni di gestire il processo? In questa sezione cercheremo di capire cosa si può fare per incentivare l'efficacia degli investimenti e sviluppare una forte economia locale.