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Downshifting, cambiare paradigma

Quali possono essere gli esiti di una crisi? Una grande occasione di rinascita. Per la serie, tutte le notti, per quanto buie possano essere, si trasformano in una radiosa alba. La crisi di sostenibilità della società industriale basata sul ciclo perenne estrazione delle risorse, trasformazione delle stesse in merci, trasformazione delle merci in rifiuti si basava sull'assunto della disponibilità illimitata delle risorse. Ma poi arrivò il Club di Roma di Aurelio Peccei e, voilà! le fondamenta del modello crollano. L'illusione tecnocratica dovette confrontarsi con la dura realtà. Le risorse sono limitate e stanno finendo. Gaia, il nostro pianeta, è azzurro, è piccolo e fragile. Gli astronauti lo fotograno e il mondo lo capisce. Una piccola pallina blu che corre nello spazio ad un velocità folle, protetti da una sottilissima buccia. E' il 1972.

 

Ci piace pensare e sperare che l'attuale profonda crisi della società italiana sia l'annuncio di un fondamentale cambiamento, che si svilupperà nei prossimi anni, forse decenni, ma che restituirà alle generazioni che ci seguono una società fondata su nuovi paradigmi. cioè su nuovi equlibri tra le pressioni sociali e quelle economiche, militari, politiche, tecnologiche, religiose.

 

Un segnale del motore di questo cambiamento di civiltà diventa visibile per l'opinione pubblica nel 1990 quando il sistema militare americano apre al pubblico una rete costruita da infinite successioni di zero e uno: si chiama internet e collega tutti i computer del pianeta.

 

Due date simboliche, la fine e l'inizio

1972, Club di Roma; 1990, apertura alle università americane di internet: sono queste due possibili tappe che annunciano la fine di un modello di sviluppo e annunciano il nuovo modello di sviluppo.

 

Dopo una ventina di anni, ormai capiamo che il mondo digitale è una rivoluzione tecnologica di una potenza di gran lunga superiore di quella che è stata l'invenzione della ruota o della stampa, per la sua capacità di trasformare il rapporto tra l'uomo e la natura, tra la mente e il braccio. Le cinque dita della mano, diventano una risorsa potentissima (e iPhone e iPad rendono giustizia al ruolo del pollice opponibile).

 

In questo contesto si inizia a parlare di sostenibilità, di green economy, si rilancia il ruolo della bioeconomia, di decrescita felice, di sviluppo attraverso la decrescita a favore del benessere, o, secondo alcuni studiosi, in decrescita verso il bellessere.

 

In questo contesto nei paesi del nord europea e di origine anglosassone si sviluppa il movimento del downshifting un comportamento sociale e di tendenza in cui gli individui si orientano per vivere vite in modo più semplice, fuggendo dalla corsa ossessiva per il successo materialistico, riducendo lo stress di ritmi di lavoro straordinari, con i conseguenti costi psicologici.

 

Questo movimento propone un nuovo, migliore, equilibrio tra tempo libero e il lavoro, concentrando gli obiettivi di vita sulla propria realizzazione personale e sulla costruzione di relazioni, invece di perseguire il successo sociale sancito dalla propria capacità di consumo.

 

Downshifting, scalare le marce, ridurre la velocità.

Concettualmente il downshifting condivide molte caratteristiche con i modelli di una vita semplice, forse arcaica, ma si distingue, come una forma alternativa, per la sua attenzione per il cambiamento moderato e la concentrazione sul mantenimento di un livello di comfort individuale elevato, con un approccio, come dicono gli inglesi, "dip your toes in gently", di immergere i propri piedi con dolcezza.

Quindi un primo concetto contenuto in downshifting è "scalare le marce". Un secondo concetto è "con dolcezza". Un terzo concetto è a favore di una vita "semplice".

 

Semplice vuol dire composto da un solo elemento; sobrio, modesto e deriva dal latino [simplex], composto dalla radice [sem-] uno solo, e da quella di [plectere] piegare. Piegato una sola volta. L'etimo e le articolazioni del significato di semplice, meritano qualche considerazione se lo associamo al concetto di downshifting.


L'etimo ci dice che il semplice non è un origami, come la società industriale e postindustriale, piegato mille volte in maniera studiata: invece è qualcosa di piegato una sola volta.

 

Dunque l'immagine fondamentale è quella del "piegato-una-volta-sola" e non invece quella del "non-piegato". Questa immagine della piega singola è molto eloquente: il semplice non è qualcosa di già squadernato, palese, che si capisce da sé, senza alcuno sforzo.

Il semplice è qualcosa che non è difficile da aprire alla propria conoscenza, ma che, appunto, va aperto.


Una persona semplice ce la raffiguriamo sobria, che vive in maniera frugale e senza troppe pretese o alzate d'ingegno: una qualificazione che oscilla fra il pregio e il difetto.

Ciò che però forse è più caratterizzante è che la persona semplice non è difficile da conoscere, non nasconde doppi fini, non cela ombre: questo non vuol dire che sia un foglio di carta bianca, o un personaggio stereotipato su cui si può fare a meno di riflettere.

 

Semplicemente (appunto) non è una persona tortuosa composta da cento involuzioni. Un messaggio semplice è pronto alla comprensione, ma è pronto alla comprensione di chi lo vuole intendere. E i semplici intesi come erbe medicinali sono la base per complessi composti farmaceutici: in sé contengono pochi princìpi, chiari alla scienza di chi li abbia studiati.
 Downshitfing è un movimento che propone un modo di vivere semplice, non frugale e senza troppe pretese, ma senza troppe complicazioni, senza mille interpretazioni. Forse è in questo senso che è da rivalutare l'apprezzamento delle "cose semplici", come è uso dire, siano esse piaceri, sentimenti, abitudini, modelli di sviluppo: per esercitare la comprensione, per intendere il segreto delle pieghe del mondo. (E se non sai aprire un foglio piegato a metà non potrai mai capire come si fa un origami.)

 

E' intorno al 1990 che questa nuova forma di vita semplice fa la sua comparsa sui mass media, ed è cresciuta costantemente in popolarità tra nelle società industriali, in particolare gli Stati Uniti, il Regno unito, la Nuova Zelanda, l'Australia e, come ci segnala un amico bretone, la Finlandia (e conseguentemente la Svezia, la Danimarca).


I valori e le motivazioni

Rallentare il ritmo della vita e assaporare pienamente il tempo che scorre e che si sta vivendo insieme al non spendere soldi inutilmente sono i principali valori di una società downshitfing. Ma non sono gli unici. Un altro principio base è di trascorrere il tempo libero in compagnia di altri, soprattutto le persone care, rifuggendo dall'indivualismo tipico della nostra società e l'isolamento della società post-moderna.


La motivazione principale che porta ad aderire alla filosofia del downshifting è nel recuperare tempo libero, sfuggendo al massacrante ciclo lavoro, guadagno, spendo, conservo, butto.

 

Non si tratta tanto di frugalità o di riemersione di modelli arcaici, ma di rallentare, riducendo gli acquisti e la proprietà alle poche cose che rendono la vita realmente comoda e confortevole. Non è un rifiuto della modernità, è una riscoperta del valore del tempo e del gioco. Una valorizzazione delle cose possedute a discapito dello spreco e del consumismo fine a se stesso.

L'obiettivo è raggiungere un approccio olistico di auto-comprensione e un soddisfacente significato e valore per la vita che si sta vivendo.


A causa della sua natura personalizzata e dell'enfasi su molte piccole modifiche piuttosto che una completa revisione di vita, il downshifters riguarda tutte le categorie o classi sociali ed economiche.

Una conseguenza intrinseca del downshifting è l'aumento del tempo per attività non legate al lavoro che, combinato con il diversi dati demografici dei downshifters, ci presenta una popolazione solidale con livelli di impegno civico e di interazione sociale elevati.


L'ambito di coinvolgimento e partecipazione della filosofia del downshifter, è senza limiti, perché tutti i membri della società, adulti, bambini, imprese, istituzioni, organizzazioni e governi sono in grado di "scalare la marcia", di semplificare, di ridurre la velocità. Basta farlo con grano salis.


In pratica, la "scalata", la riduzione di complessità e dei consumi, comporta tutta una serie di cambiamenti di comportamenti e stile di vita. La maggior parte di queste scalate sono scelte volontarie, ma eventi naturale ed accidentali del corso di vita, come la perdita di un lavoro o la nascita di un altro figlio, possono determinre un downshifting involontario. Gioca anche la dimensione temporale, perché una "scalata" può essere temporanea o permanente. Fenomeno abbastanza diffuso in questo periodo è il downshifting spintaneo (non non è un refuso), cioè imposto dalla crisi economica.

 

Lavoro e reddito

La decisione di un downshifting spontaneo si basa principalmente sull'insoddisfazione per le condizioni del lavoro o dell'ambiente di lavoro, dunque la forma più comune di "scalata" è l'uscita dal mondo del lavoro (con conseguente impatto sul reddito).

 

La filosofia di "lavoro-per-vivere" sostituisce l'ideologia sociale dominante di "vivo-per-lavorare".

I fichetti parlano di life time. La decrescita felice, che potrebbe essere un sinonimo del downshifting modifica le priorità economiche, sposta l'equilibrio tra lavoro e vita lontano dal posto di lavoro.

Economicamente, la "scalata di marcia" nel lavoro comporta una riduzione del reddito (effettivo o potenziali), delle ore di lavoro e dei livelli di spesa. In società inefficienti, come quella italiana, un nuovo equilibrio tra lavoro e tempo libero riduce consistentemente anche le ore dedicate (sprecate?) per gli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro.

 


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Il risultato è quello di un'evoluzione del proprio reddito inferiore a quello prestabilito o "normale" con la rinuncia di benefici monetizzabile a vantaggio di benefici di altro genere (qualità della vità, serenità, tranquillità, intensità di relazioni, assistenza ad un membro della famiglia).

A livello individuale, "scalare la marcia" sul proprio lavoro è una riduzione volontaria del reddito annuo. Riduzione che in una società mobile e flessibile, non ingessata come quella italiana, può essere definitiva o temporanea.

Si può, infatti, scalare la marcia a tempo determinato: nell'università lo chiamano anno sabbatico, ma la "repubblica dei professori" non lega ad esso una riduzione del reddito.

 

I downshifters desiderano ritrovare un senso della vita al di fuori del lavoro e, quindi, opteranno per diminuire la quantità di tempo trascorso al lavoro o di ore di lavoro. La riduzione del numero di ore di lavoro, di conseguenza, riduce l'importo guadagnato. La semplice decisione di non fare straordinari, compatibilmente con la disponibilità dell'ambiente di lavoro a concederlo, o prendersi una mezza giornata per il proprio tempo libero, sono modalità per "scalare la marcia" sul lavoro. Così come lo è non partecipare alla competizione per fare carriera e, di nuovo, questo comporta la riduzione delle aspettative di ricchezza e di promozione del proprio (e della famiglia) status sociale.

Ma non è sempre così. Modalità di downshifting lavorativo è anche quella di lasciare un lavoro (fisso o precario) per lavorare in proprio o nella propria casa. Talvolta questa decisione diventa un'occasione per guadagnare di più, lavorando di meno (almeno come ore di lavoro, probabilmente non come intensità mentale).

 

Fonte

Wikipedia

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Probabilmente è la migliore

delle società che hanno abitato il pianeta; ma, certamente ci sono tanti passi in avanti da fare. Sostenibilità, limiti delle risorse, inquinamento, dipendenza alla sviluppo continuo, dispersione energetica, rumore, stress.

 

La lista dei miglioramenti

potrebbe continuare. Ma c'è un passaggio fondamentale, capire se oltre alla società dei consumi è possibile garantire l'accesso alla popolazione mondiale dei frutti del progresso tecnologico, senza far collassare il pianeta.