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Einstein e la crisi

Da quando abbiamo scelto, non certo privi di arroganza e supponenza, il nostro nome, ogni giorno scopriamo, sempre di più, la straordinaria sagacia del nostro mentore.
Non potendo per numero di sinapsi al secondo e per (de)merito della scuola italiana nemmeno provare a pensare di penetrare la famosa formula (E=mc2) ci consoliamo apprezzando i numerosi aforismi che gli vengono attribuiti.
 
In fondo alle mail di Patrizia Bonaca abbiamo trovato questa frase attribuitagli.
Non ci limitiamo a condividerla al cento per cento, ma se non l'avessimo già fatto, la sua lettura ci indurrebbe a chiamarci come lui, per evocarlo!
 
«Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.

L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla».

 

Ma la vogliamo rileggere ancora una volta, con voi. Questa volta fermandoci, punto per punto. E, arrivati al punto, rileggiamo la frase una seconda volta e, poi, avanti così.

 

«Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

 

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

 

La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

 

Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

 

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

 

La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza.

 

L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

 

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.

 

Senza crisi non c'è merito.

 

E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

 

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo.

 

Invece, lavoriamo duro.

 

Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla».

Albert Einstein

 

20130624 logo ofe2.5

 

caro Albert,

chapeaux!

 

la redazione di Officine Einstein

 

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Ofe4.2-buonenotizie

Un nuovo modello di sviluppo

Ci piace la società

nella quale viviamo? Ha raggiunto un suo equilibrio? E' la migliore delle possibili?

Tre domande, retoriche, che hanno un'unica risposta "no". 

 

Probabilmente è la migliore

delle società che hanno abitato il pianeta; ma, certamente ci sono tanti passi in avanti da fare. Sostenibilità, limiti delle risorse, inquinamento, dipendenza alla sviluppo continuo, dispersione energetica, rumore, stress.

 

La lista dei miglioramenti

potrebbe continuare. Ma c'è un passaggio fondamentale, capire se oltre alla società dei consumi è possibile garantire l'accesso alla popolazione mondiale dei frutti del progresso tecnologico, senza far collassare il pianeta.