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Dedicato a Paolo

OfficineEinstein è un settimanale dedicato al futuro, che cerca di leggere gli indizi e segnalare ai suoi lettori possibili percorsi per un futuro migliore e, quindi, ci siamo trovati in conflitto con noi stessi quando abbiamo riflettuto se dedicare un piccolo pensiero ad un amico che non c'è più.

Ma questo amico lo abbiamo conosciuto proprio esplorando nuove strade per un futuro migliore per noi e per chi ci circonda e, ci piace ricordarlo evocando la simbologia della sua morte che vogliamo pensare sia avvenuta come avrebbe voluto lui: volando, libero.

 

140414 VittozziVisionario, istrionico, tanghero, amante della vita e di sé stesso, curiosissimo, Paolo ha trascorso gli ultimi minuti della sua vita librandosi in aria, staccando i piedi da terra per guardare oltre e, come avviene per tanti visionari, costretto dalla semplice, ma cruda, realtà a confrontarsi con le leggi della gravità che, come dice il loro stesso nome, zavorrano gli spiriti liberi che amano volare leggeri al di sopra delle abitudini e delle norme; perché il mondo non è ancora pronto a capire ed ad accogliere la loro visione ideale. E li riporta a terra, talvolta con violenza, questa volta con troppa violenza.

 

Paolo Vittozzi

L'occasione per conoscere Paolo in maniera più approfondita, per capirne il carattere al di là delle sue manifestazioni più esteriori e teatrali, è stata una comunità di pratica proposta dall'Aif (l'associazione italiana dei formatori) che doveva riflettere e proporre una nuova didattica per la scuola del terzo millennio, per essere puntigliosamente precisi, “un nuovo modello educativo per le competenze del terzo millennio”. Il punto di riferimento, il promotore, il trascinatore e l'accentratore della comunità di pratica, che ben presto si sarebbe trasformata in una comunità di ricerca, era lui Paolo Vittozzi.

E' il Progetto Trevize del quale diverse volte abbiamo parlato su queste pagine.

 

La notizia è cruda ed asettica come lo sono le brevi di cronaca sui quotidiani:

140814 VittozziDramma a Nettuno. Ultraleggero cade dopo il decollo
. Morto ex colonnello dell’Aeronautica.
Paolo Vittozzi, 55 anni, era decollato da pochi istanti quando l’aereo è precipitato. Il velivolo preso in prestito da un amico. Non si esclude un guasto al motore.

Era appena decollato dall’aviosuperficie di Grugnole, nella zona di Tre cancelli, vicino Roma, e la sua destinazione era il campo volo di Nettuno. Ma Paolo Vittozzi, 55 anni, già colonnello ed ex pilota dell’Aeronautica militare e dell’Alitalia, è precipitato martedì mattina in un terreno vicino alla pista da dove era partito con l’ultraleggero di un amico. Per il cinquantenne, molto noto negli ambienti del volo romano, istruttore e collaudatore, non c’è stato nulla da fare: è morto nell’impatto al suolo del velivolo, provocato forse da un problema tecnico.
Aperta un’inchiesta sull’incidente
Sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco, insieme con l’equipaggio di un’ambulanza. Il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso del pilota. I pompieri hanno anche messo in sicurezza l’area perché il velivolo perdeva carburante e c’era il rischio di un incendio. Sull’incidente, l’ennesimo in provincia di Roma e nel Lazio negli ultimi anni, è stata aperta un’inchiesta.

 

Di anni, Paolo, ne aveva ormai sessanta, biologicamente, ma certamente il suo spirito era ancora quello di un quarantenne, pieno di vita, dai percorsi individuali complessi, amante delle milonghe. All'inizio di una nuova fase della sua vita simbolicamente segnato dalla decisione di costruirsi una nuova casa, una casa ecologica, prefabbricata, in legno sulle rive del lago di Bracciano. Era il progetto degli ultimi due anni che stava diventando realtà, si stava edificando.

Così come prendeva corpo, piano piano, il "suo", nostro, progetto per una scuola nuova, diversa. in grado di recepire le istanze conoscitive che il terzo millennio esigeva.

Paolo è stato un uomo che ha avuto il coraggio di essere il meglio che poteva.

 

Il progetto Trevize

Abbiamo inserito queste riflessioni su Paolo nella rubrica “Verso un nuovo modello di sviluppo“ perché questa era la sintesi del suo pensiero, come potrete “toccare con mano” leggendo i suoi articoli che pubblichiamo su questo settimanale.

 

Il progetto più orientato al futuro e, che per sue numerose dichiarazioni, l'avrebbe coinvolto nei prossimi dieci o più anni è il progetto di rifondazione del sistema di apprendimento per e del futuro che era stato battezzato come “Progetto Trevize”, dal nome di Golan Trevize, un personaggio nato dalla fantasia di Isaac Asimov, protagonista di due romanzi fantascientifici (“L'orlo della Fondazione” e “Fondazione e Terra”), del ciclo della Fondazione.

Golan Trevize è un personaggio molto importante con la capacità di saper riconoscere la decisione giusta da prendere, pur mancando dei dati necessari a tale decisione. Sarà infatti lui a scegliere Galaxia come futuro dell'umanità e ad accantonare il piano Seldon.
Galaxia, è una estensione del pianeta Gaia che si propone di trasformare l'intera Galassia in un unico organismo vivente, capace di immagazzinare esperienze e conoscenze e in grado di tramandarle a tutte le menti umane. Così come la scuola del futuro dovrà essere un unico organismo coincidrente con la società civile in grado di immagazzinare esperienze e conoscenze e per tramandarle a tutte le menti dell'umanità.

 

Un progetto pluriennale che aveva come primo obiettivo quello di creare alleanze con le varie categorie professionali e di interessi che operavano all'interno del mondo della scuola per ridefinire con loro, programmi, impianto, pedagogia e didattica.

 

 

 

caro Paolo,

sei stato originale, ospitale, ironico, curiosissimo, spesso divagante, altrettanto spesso pungente, sempre stimolante. E' stato bello conoscerti e ci mancherai.
Un caldo abbraccio di tutti noi, compagni di ricerca per una società migliore, ti accompagna in questo tuo ultimo volo.

Enrica Brachi, Claudio Testa, Daniela Pavoncello, Danilo Carboni, Emy Nardone, Fabio Lenci, Fabrizia Mascolo, Isabella Ottavi, Linda Salerno, Luca Massacesi, Maria Cristiana Rinaldi,  Maria Grazia Di Vincenzo, Marcella Bentivoglio, Nunzio Tripodi, Rossella Martelloni; Claudia Massa, Ferdinando Dell'Agli, Maria Ines Giangiacomo.

 

140814 Vittozzi insegna

Caro Luca, ti invio un' immagine che esprime Paolo, come sua missione caratteriale, nella voglia di trasferire il senso dei rapporti umani ai giovani. In questo caso erano degli stagisti di un istituto d' arte calabrese nel mio studio laboratorio a Roma. Erano affascinati dalle sue lezioni e, dopo un anno, ancora mi scrivono per approfondire quegli argomenti con altri incontri! Purtroppo dovrò tristemente deluderli..!  Fabio Lenci

 

Fonti

Rinaldo Frignani (2014), Dramma a nettuno. Ultraleggero cade dopo il decollo.
 Morto ex colonnello dell’Aeronautica, Corriere.it, 12 agosto 2014.

Nettuno, precipita un ultraleggero, morto il pilota. Repubblica.it, 12 agosto 2014.

 

A proposito del progetto Trevize

Cristiana Rinaldi e Luca Massacesi (2014), E, se capovolgessimo la scuola?OfficineEinstein, 13 gennaio 2014.

Paolo Vittozzi, Il Progetto Trevize, dal mio punto di vistaOfficineEinstein, 14 agosto 2014.

Luca Massacesi (2013)Una nuova scuola per il terzo millennioOfficineEinstein, 30 gennaio 2013.

Luca Massacesi (2013), Scuola e pensiero lineareOfficineEinstein, 4 febbraio 2013.

Claudio Testa (2013), La scuola “bella” di Trevize, OfficineEinstein, 24 ottobre 2013.

Claudio Testa (2013), Io a scuola, lentamente muore, OfficineEinstein, 7 dicembre 2013.

Veronica De Santis (2013), L'identità del Progetto TrevizeOfficineEinstein, 14 aprile 2014.

Luca Massacesi (2013), Ricordando la riforma Gentile, OfficineEinstein, 7 settembre 2013.

Joerge Bucay (2013), L’elefante incatenatoOfficineEinstein, 19 ottobre 2013.

 

Ciao Paolo

140814 Noi di Trevize

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Un nuovo modello di sviluppo

Ci piace la società

nella quale viviamo? Ha raggiunto un suo equilibrio? E' la migliore delle possibili?

Tre domande, retoriche, che hanno un'unica risposta "no". 

 

Probabilmente è la migliore

delle società che hanno abitato il pianeta; ma, certamente ci sono tanti passi in avanti da fare. Sostenibilità, limiti delle risorse, inquinamento, dipendenza alla sviluppo continuo, dispersione energetica, rumore, stress.

 

La lista dei miglioramenti

potrebbe continuare. Ma c'è un passaggio fondamentale, capire se oltre alla società dei consumi è possibile garantire l'accesso alla popolazione mondiale dei frutti del progresso tecnologico, senza far collassare il pianeta.